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lunedì 10 luglio 2017

Vaccini e omeopatia: la dicotomia del pro e contro che non aiuta


Gli Editoriali di Medico e Bambino

a cura di Federico MarchettiUOC di Pediatria e Neonatologia, Ospedale di Ravenna, AUSL della RomagnaDirettore di "Medico e Bambino

Tutto quello che sta diventando dicotomico (essere a favore o contro i vaccini, l'omeopatia, come due esempi tra i tanti) e` in qualche modo il punto di “non ritorno” a cui siamo arrivati in pochi anni. Con un triste rischio di riavvicinarci drammaticamente a momenti storici (temporalmente non cosi` lontani) fatti di distanze e di chiusure. L’estremo tentativo, molto difficile, per ravvederci, e` un’ultima chiamata alla nostra memoria storica: quando ad esempio le malattie infettive uccidevano i bambiniEppure come pediatri e operatori sanitari abbiamo un dovere in piu`, che e` proprio quello di evitare quella disumanizzazione di rapporti che un po’ ci circonda e che ci rende, questo si`, distanti dal sapere e dal saper essere. Forse il nostro ruolo come pediatri dovrebbe essere ancora quello, un po’ medico e un po’ sociale, di una cura partecipe e coinvolgente che riesca a cogliere, ora piu` che mai, quali sono i nuovi bisogni delle famiglie e dei bambini e adolescenti. Con un richiamo magari a uno degli insegnamenti del prof. Panizon nell’undicesimo punto del suo decalogo: “ricorda che anche tu, come ciascuno (ma i dottori piu` di altri, e i pediatri forse piu` degli altri dottori), ha una minima, ma significativa responsabilita` nello scrivere la cultura del nostro tempo e fa parte, quindi, della storia del mondo. Questo e` il compito “politico” del nostro mestiere: ma non e` separato dal singolo atto diagnostico, terapeutico, di sostegno”. Tornando alle dicotomie su vaccinazioni e omeopatia (come due esempi tra i tanti), forse quello che manca e` un progetto permanente di educazione sanitaria che superi gli imbarazzi e le nefandezze (a volte) del web e degli stessi giornali o re- ti televisive; un progetto nuovo, innovativo e di rete, di cui ogni giorno, pediatri, medici e societa`, accorti e responsabili, pos- sano essere seriamente partecipi e protagonisti. Leggi l'editoriale per esteso, ad accesso libero, e riporta il tuo commento.

VACCINI E OMEOPATIA: LA DICOTOMIA DEL PRO E CONTRO CHE NON AIUTA.
Federico Marchetti
Medico e Bambino 2017;36:347-348 
https://www.medicoebambino.com/?id=1706_347.pdf


venerdì 6 gennaio 2012

Rapporto sulla sorveglianza postmarketing dei vaccini in Italia 2009 - 2010

Dalla Prefazione del Rapporto

L’analisi delle segnalazioni spontanee di reazioni avverse è lo strumento più veloce per il monitoraggio continuo e quotidiano della sicurezza di farmaci e vaccini. Proprio attraverso la segnalazione, molto spesso, vengono messe in evidenza problematiche specifiche di sicurezza che necessitano di essere approfondite attraverso la conduzione di studi formali.

Il volume prende in esame la classe dei vaccini, sui quali è posta da sempre particolare attenzione poiché somministrati prevalentemente a persone sane in età pediatrica; inoltre, è noto come nel caso dei vaccini un’informazione puntuale, corretta e trasparente sia fondamentale per la riuscita delle campagne vaccinali, a tutela di tutta la comunità potenzialmente esposta alle malattie che si intendono prevenire.

Nel testo sono ripercorse le attività di routine per la sorveglianza sui vaccini, quali ad esempio la valutazione delle segnalazioni spontanee o l’analisi dei segnali, ma anche le attività che, soprattutto negli ultimi anni, sono state avviate come sorveglianza attiva attraverso la promozione di studi osservazionali su specifici problemi di sicurezza. Inoltre, sono stati riportati singoli approfondimenti sulle diverse vaccinazioni pediatriche, sulla vaccinazione antinfluenzale (stagionale e pandemica) e sulle vaccinazioni dei soggetti adulti.

La stesura di questo rapporto ha evidenziato le peculiarità e le fragilità del sistema di sorveglianza
sulle vaccinazioni che derivano dalla complessità del sistema stesso e che sono dettate dalla necessità del coinvolgimento di numerosi attori con ruoli diversi e competenze multidisciplinari; si pensi ad esempio ai servizi di prevenzione e di sanità pubblica, ai servizi regionali di programmazione, ai servizi per la rilevazione delle coperture vaccinali o a quelli per l’implementazione delle anagrafi vaccinali.

Questo rapporto ha l’obiettivo di fornire l’informazione di ritorno ai segnalatori, quasi sempre operatori del Servizio Sanitario Nazionale, che rappresentano gli elementi portanti con i quali è costruito il sistema della Rete Nazionale di Farmacovigilanza.

La pubblicazione di questo volume rende pubblicamente disponibili i dati sulle segnalazioni sui vaccini raccolte nel corso di questi ultimi due anni. Dalla lettura del volume prende forza un messaggio importante, ovvero che dopo la somministrazione di un vaccino possono verificarsi degli eventi avversi, ma che esiste un sistema che controlla la sicurezza a garanzia e tutela dei cittadini.

Fernanda Ferrazin
Dirigente Ufficio di Farmacovigilanza - AIFA

In questo rapporto viene presentata l’attività di sorveglianza post-marketing dei vaccini, condotta in Italia nel periodo 2009-2010. Nella prima parte sono descritti il sistema di sorveglianza, gli strumenti utilizzati e le criticità riscontrate. Nelle parti seguenti, sono presentati i risultati complessivi per tipologia di vaccini delle analisi effettuate sulle reazioni avverse osservate dopo somministrazioni di vaccini e segnalate attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza.

Scarica Il RAPPORTO in formato pdf

mercoledì 13 ottobre 2010

Vaccini e disinformazione sui Social network: colpa di chi?


Roma, 29 set. (Adnkronos Salute) - Le vaccinazioni oggi in Italia "sono come le streghe di qualche secolo fa, su cui si diceva di tutto". E' l'amara constatazione di Daniel Jacques Cristelli, presidente del Gruppo Vaccini di Farmindustria, che nel corso di un workshop oggi a Roma ha diffuso i dati di una ricerca sulla percezione della vaccinazione sui social network in Italia, condotta da Sanofi Pasteur MSD. Una fotografia da cui i vaccini escono piuttosto male: solo su Facebook - visitato ogni giorno da 8 milioni di persone - si contano 40 mila pagine e 1.200 gruppi sui vaccini, nel 95% dei casi caratterizzati da un'immagine negativa. Le cose non vanno meglio su YouTube (visitato da 7 milioni di utenti al giorno): a marzo c'erano 10 mila filmati sui vaccini, con 10 nuovi video ogni giorno, nel 90% dei casi negativi; o su My Space (200 milioni di utenti al giorno e 2 mila pagine sul tema, nel 70% dei casi con un'immagine negativa). Un po' meglio su Twitter (che però in Italia conta appena 100 mila visitatori giornalieri): 70 mila pagine sui vaccini, solo per il 20% con un'immagine negativa. In generale, comunque, i social network (e la ricerca ha esaminato gli 8 più diffusi) sembrano bocciare questo mezzo di prevenzione.

"L'avversione nei confronti delle vaccinazioni è cosa antica - ha detto Giovanni Rezza del Dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità - basta guardare le 'vignette' ottocentesche sui presunti effetti del vaccino anti-vaiolo messo a punto nel 1796 da Edward Jenner". Immagini improbabili, che fanno sorridere, "ma il movimento anti-vaccinale può creare seri danni, come è accaduto nel caso della pertosse in Gran Bretagna negli anni '70", dice Rezza.
"Siamo tutti vittime di una cattiva comunicazione sui vaccini - lamenta Cristelli - Scomparsa la figura dell'autorità che sa tutto, fioriscono miliardi di opinion leader sul web, dove si trovano informazioni confuse, vecchie, attendibili e non mescolate fra loro". Proprio per sfatare miti e leggende sui vaccini, è stato presentato alla stampa un documento con 30 domande e risposte in materia, che sarà rielaborato e integrato, per costituire un Libro Bianco sulle vaccinazioni. Dalle reazioni dell'organismo, al contenuto dei vaccini, ai prodotti in fase di sviluppo, ai controlli, fino alle strategie di ricerca, in 30 punti si analizzano "i temi che sono apparsi più spesso confusi sul web. E' importante invece fare chiarezza, perché - dice Cristelli - la confusione fa male a tutti". E se il caso dell'influenza A/H1N1 e della campagna vaccinale disertata da cittadini e operatori è ancora fresco, Cristelli ha tenuto a dire che "l'H1N1 non è stata una buona operazione per l'industria, in termini finanziari e di immagine". E bisogna ancora vedere che riflessi avrà la vicenda sulla prossima campagna vaccinale contro l'influenza stagionale. Insomma, c'è ancora troppa confusione su questo tema, anche fra gli stessi operatori sanitari. Come è emerso anche dal fatto che, in occasione della pandemia influenzale, appena il 10-15% di medici e infermieri italiani si è vaccinato. "La battaglia sarà lunga - prevede Cristelli - ma è importante arrivare a garantire alle persone una fonte di informazioni attendibili, vere e condivise".

La sintesi dei contenuti dell'importante incontro che si è tenuto a Roma il 29 settembre dal titolo "Vaccini il passaparola che confusione" promosso da Confindutria ci sembrano di rilievo, perchè prendono atto di quali devono essere i metodi di comunicazione da seguire nel 2010 per una corretta ed adeguata informazione dei cittadini. Problema al momento inevaso e che riguarda non solo i moderni sistemi di social network ma anche i più tradizionali sistemi di informazione: la televisione e la carta stampata.
La domanda di fondo tuttavia rimane la stessa: da chi e come i social network prendono le loro informazioni e perchè le informazioni riportate sono spesso distorte se non addirittura contrarie alle evidenze? L'interessante libro bianco può dare adeguate risposte (ce lo auguriamo); ma non sarebbe utile oltremodo riflettere, discutere ed ammettere gli errori commessi nell'ambito di progetti di campagne vaccinali o non eseguiti con sufficiente forza, metodo e strategia innovativa di comunicazione o al contrario proposti con metodi sbagliati e contraddittori, basati su presupposti epidemiologici non precisi a dire poco (vedasi "pandemia" per l'H1N1)? E cosa dire di alcune vaccinazioni che sono offerte sul territorio nazionale a macchia di leopardo? Cosa possono dire in questi casi i social network?
Il dipartimento della Prevenzione del ministero della salute, il Consiglio Superiore di Sanità, la conferenza Stato-Regioni, l’Istituto Superiore di Sanità, l’Aifa, il Ccm sono le sei figure istituzionali che hanno voce in campo vaccinale. In genere lavorano in sintonia, ma spesso hanno opinioni diverse. La convergenza delle fonti istituzionali sarebbe quindi già un primo passo, magari definendo sistemi e metodi di comunicazione innovativi, anche utilizzando, in modo efficace, i Socialnetwork. La rivoluzione, anche culturale, potrebbe iniziare proprio da lì. Pensiamoci...a partire magari non dalla coda del problema ma dalla testa.