martedì 26 gennaio 2016

La “TOP 10” degli articoli pubblicati nel 2015 più scaricati dai lettori



MEDICO E BAMBINO CARTACEO

LA TOP 10 DEGLI ARTICOLI PUBBLICATI NEL 2015 PIU
SCARICATI DAI LETTORI
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Riportiamo i 10 articoli pubblicati nel 2015 che sono stati più scaricati dai lettori di Medico e Bambino
Se avete piacere segnalateci i 3 articoli-contributi (ma anche uno soltanto) che sono per voi particolarmente significati, che magari vi hanno colpito per loro originalità, o praticità dei contenuti. Attendiamo il vostro preziosissimo parere.

A questo indirizzo trovate l’indice completo di Medico e Bambino del 2015
Medico e Bambino 2015;34:666-674

Grazie
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Medico e Bambino 2015;34(4):221-222, News Box, free access
N. 1841  

Le nuove Linee Guida sulla bronchiolite                           
Cozzi G, Pusceddu S, Mambelli L, Barbi E, Marchetti F
Medico e Bambino 2015;34(6):369-375, Linee Guida
N. 1346

Salmaso S
Medico e Bambino 2015;34(5):279-280, Editoriali, free access
N. 1223  

Marchetti F
Medico e Bambino 2015;34(5):279-280, Editoriali, free access
N. 1223  

Casagranda S, Fosssati C, Taiana M, Zanetto F, Mauri L, Biolchini A, Rabbone ML, Selicorni A
Medico e Bambino 2015;34(3):181-186 Ricerca, free access
N. 1218  

Alopecia areata
Medico e Bambino 2015;34(6):396 Domande & Risposte,
free access
N. 919
  
La faringotonsillite in età pediatrica
Di Mario S, Gagliotti C, Moro ML, a nome del gruppo PROBA
Medico e Bambino 2015;34(7):442-447 Linee Guida
N. 910  

Bortolus R, Bonati M, Battagliarin G
Medico e Bambino 2015;34(6):397-404 OLS, free access
N. 864  

Medico e Bambino 2015;34(9):563-564, News Box, free access
N. 833  

Longo G
Medico e Bambino 2015;34(3):143-145 Editoriali
N. 825  

Tamburlini G
Medico e Bambino 2015;34(3):143-145 Editoriali
N825  

Murgia V
Medico e Bambino 2015;34(2):119-121 Pagina verde, free access
N. 713  

mercoledì 30 dicembre 2015

#IoVaccino - Guida intergalattica per genitori dubbiosi



 E' meglio avere la malattia naturale o effettuare la vaccinazione? Perché si vaccina contro malattie ormai scomparse in Italia? I vaccini sono sicuri? Sono efficaci? Come arrivare ad una scelta consapevole, quali strumenti abbiamo a disposizione per scegliere tra vaccinare o non vaccinare? Per affrontare questi problemi con razionalità è necessario porre sul piatto della bilancia tutte e due le possibilità, confrontando serenamente e senza preconcetti i rischi ed i benefici di entrambe le scelte.

É giusto esaminare i rischi delle vaccinazioni, ma anche quelli legati alla mancata protezione contro le malattie per le quali è invece disponibile un vaccino. L’avvento dei vaccini ha consentito di ridurre la diffusione di malattie gravi e mortali o addirittura di eliminarle dal mondo, come è avvenuto per il vaiolo. La riduzione delle infezioni, e dei conseguenti decessi e sequele invalidanti, è andata di pari passo con l’aumento delle coperture vaccinali. Pertanto il numero delle persone che hanno sofferto di queste malattie, o che hanno conosciuto direttamente persone da esse colpite, è andato diminuendo negli anni.

Così, negli ultimi tempi, l’attenzione della popolazione, o per lo meno di una parte di essa, si è andata concentrando sui possibili effetti collaterali delle vaccinazioni: se un lattante sano viene vaccinato e ha dei problemi causati dalla vaccinazione, il confronto con i danni provocati dalla malattia non può più essere fatto (almeno per alcune di esse, attualmente in Italia) e quindi è possibile osservare il fenomeno della riduzione dell’accettazione delle vaccinazioni.

Questo fenomeno è ben noto a chi si occupa di vaccinazioni; tuttavia è dimostrato che la conseguenza di una riduzione della copertura vaccinale si traduce prima o poi in un aumento di quelle infezioni che sembravano scomparse e dei relativi decessi che esse provocano.

É noto che l’accettazione delle vaccinazioni è maggiore tra le persone che hanno sperimentato di persona le conseguenze, a volte mortali o devastanti, di queste infezioni; anche chi ha avuto familiari o conoscenti affetti da queste malattie non solo accetta le vaccinazioni, ma le richiede anche quando non offerte.


La percezione del rischio delle possibili reazioni ai vaccini dipende perciò anche dalla possibilità di confrontarle con i rischi derivanti dalla malattia.

Al giorno d’oggi però quanti giovani genitori in Italia possono dire: "Ho visto di persona le conseguenze di una difterite, di una poliomielite"? Anche molti medici ormai non ne hanno mai vista una; mentre tra coloro che possono fare il confronto: reazione da vaccino/danni da malattia, è difficile trovare delle persone ostili alle vaccinazioni. Questa riduzione della percezione del rischio si manifesta ormai anche per quanto riguarda la pertosse, il morbillo e la rosolia. I germi responsabili di queste infezioni circolano ancora nella popolazione italiana, ma negli ultimi anni, nelle Regioni dove si è vaccinato di più, si è verificata una nettissima diminuzione dei casi di malattia, parallelamente all’aumento della percentuale di bambini vaccinati (cioè della cosiddetta "copertura vaccinale"). Negli anni in cui non erano disponibili vaccini, si verificavano estese epidemie e, data l’elevata contagiosità delle tre malattie, praticamente nessun bambino suscettibile sfuggiva al contagio, sicché era più facile osservare le complicanze più temibili.

Un altro fattore che può falsare la percezione dei rischi da vaccinazione è costituito dal verificarsi di un evento (specie se grave) temporalmente successivo a una vaccinazione, ma non causato dalla vaccinazione.

Quello che conta non è che l’evento sia effettivamente correlato alla vaccinazione, ma la convinzione dei genitori che l’evento sia stato sicuramente provocato dalla vaccinazione. Se poi questa convinzione viene rafforzata dai mass media o dai movimenti anti-vaccinali, possono verificarsi cadute delle coperture vaccinali, con gravi conseguenze.

Un altro fattore da considerare è che la vaccinazione viene praticata su di un bambino che sta bene, quindi per i genitori è a volte più difficile accettare una reazione al vaccino, rispetto ad es. ad un effetto collaterale provocato da un farmaco dato come terapia per una persona che è già ammalata.

Non bisogna però dimenticare che con le vaccinazioni si ottengono 2 scopi: da un lato proteggiamo noi e il nostro bambino da malattie molto gravi; dall’altro, con la vaccinazione di tanti bambini, otteniamo anche la protezione della popolazione dalle epidemie, con riduzione dei rischi anche di quei pochi che, per scelta o necessità, non sono vaccinati (ciò vale per tutte le malattie prevenibili con i vaccini tranne il tetano, non essendo quest’ultimo trasmesso da persona a persona). Inoltre possiamo arrivare, per molte malattie, alla loro scomparsa dal pianeta.

La vaccinazione è un diritto fondamentale di ogni bambino ed è stata individuata come una delle azioni necessarie per ottemperare alla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (Durrheim 2010).

Con questo documento ci proponiamo di essere di aiuto ai genitori che desiderano approfondire il tema delle vaccinazioni pediatriche. Il testo è diviso in due parti: la prima contiene una serie di domande e risposte, il più possibile complete e nello stesso tempo sintetiche, in modo da rendere la lettura più agevole; nella seconda parte alcuni argomenti sono ulteriormente approfonditi e spiegati nei dettagli. Nel testo, tra parentesi e in corsivo, sono contenuti i riferimenti bibliografici. Pertanto, chiunque può controllare la corrispondenza tra ciò che è scritto nel documento e la fonte da cui il dato o l’informazione sono tratti. Le fonti sono costituite da articoli pubblicati su riviste scientifiche internazionali.

Vedi la pubblicazione:

#IoVaccino - Guida intergalattica per genitori dubbiosi
http://www.epicentro.iss.it/temi/vaccinazioni/pdf/GuidaVaccini_ott2015.pdf

lunedì 21 dicembre 2015

Le 5 raccomandazioni per scegliere saggiamente (“choosing wisely”) in neonatologia


L’American Academy of Pediatrics (AAP) ha condotto una ricerca a livello nazionale richiedendo a pediatri, neonatologi e chirurghi pediatri di selezionare una serie di esami e trattamenti utilizzati nei neo- nati ad alto e basso rischio per i quali, a loro avviso, non c’è alcuna evidenza di efficacia, o sono inefficaci o utilizzano personale e strumenti di diagnosi inutilmente. Un panel di esperti ha valutato 2870 suggerimenti elaborati dai soggetti consultati e ha identificato le 5 pratiche con il maggior numero di indicazioni di inappropriatezza. 
Sono le seguenti:

1.  EVITARE L'USO ROUTINARIO DI FARMACI ANTI-REFLUSSO PER IL TRATTAMENTO SINTOMATICO DEL REFLUSSO GASTROESOFAGEO O PER IL TRATTAMENTO DELL'APNEA E DELLA DESATURAZIONE NEI NATI PRETERMINE 
2. EVITARE LA CONTINUAZIONE ROUTINARIA DELLA TERAPIA ANTIBIOTICA PER PIÙ DI 48 ORE NEI NEONATI INIZIALMENTE ASINTOMATICI SENZA EVIDENZA DI INFEZIONE BATTERICA
3 EVITARE L'USO ROUTINARIO DI PNEUMOGRAMMI PER LA VALUTAZIONE PREDIMISSIONE DELL'APNEA PROLUNGATA NEI PRETERMINE
4. EVITARE LA RADIOGRAFIA QUOTIDIANA DI ROUTINE DEL TORACE NEI NEONATI INTUBATI IN ASSENZA DI INDICAZIONI 
5. EVITARE DI ESEGUIRE LO SCREENING CON RISONANZA MAGNETICA CEREBRALE PRIMA DELLA DIMISSIONE NEI NEONATI PRETERMINE

Leggi le motivazioni che sono riprese nel News Box di Medico e Bambino del Numero di Novembre

LE 5 RACCOMANDAZIONI PER SCEGLIERE SAGGIAMENTE (“CHOOSING WISELY”) IN NEONATOLOGIA. 
Medico e Bambino2015;34:563-564

a cura di 
     Federico Marchetti

domenica 20 dicembre 2015

Il morbillo e le sue complicanze

Roald Dahl (scrittore e sceneggiatore, autore di molti libri tra cui La fabbrica di cioccolato) ha visto morire nel 1962 sua figlia Olivia proprio per una complicanza dovuta al morbillo, una delle più terribili: l’encefalite morbillosa, che lui descrive in uno struggente racconto appena riscoperto. Due anni prima di morire, era il 1988, volle anche sensibilizzare le persone invitandole a far vaccinare i bambini.
Le sue parole in questo momento hanno un’eco di assoluta attualità ed è bene riproporle:

«A sette anni, Olivia, la mia figlia maggiore, prese il morbillo. Ricordo che mentre la malattia faceva il suo corso leggevo spesso per lei mentre era a letto, e non ero particolarmente preoccupato. Poi un mattino, quando ormai stava guarendo, ero seduto sul suo letto e le stavo mostrando come fare degli animali con dei nettapipe colorati. Quando ha provato a farne uno lei, mi sono reso conto che le sue dita e la sua mente non si coordinavano e lei non riusciva a fare niente. «Ti senti bene?» le chiesi. «Mi sento assonnata», mi rispose. Nel giro di un’ora aveva perso conoscenza. Dodici ore dopo era morta. Il morbillo si era trasformato in una cosa terribile chiamata encefalite morbillosa, e non c’era niente che i dottori avrebbero potuto fare per salvarla. Questo accadde nel 1962, ma persino ora se una bambina col morbillo finisse per sviluppare la stessa reazione di Olivia, non ci sarebbe comunque niente che i dottori potrebbero fare per lei. D’altra parte, oggi c’è qualcosa che i genitori possono fare per assicurarsi che ai loro figli non accada una simile tragedia. Possono far vaccinare dal morbillo il loro bambino. Nel 1962 non potevo fare una cosa del genere per Olivia perché all’epoca non era stato ancora messo appunto un vaccino affidabile contro il morbillo. Oggi ogni famiglia ha a disposizione un vaccino valido e sicuro: tutto quello che dovete fare è chiedere al vostro medico di somministrarlo. Ancora oggi le persone non pensano che il morbillo sia una malattia pericolosa. Ma lo è, credetemi. A mio parere, i genitori che oggi rifiutano di far vaccinare i loro figli mettono le loro vite in pericolo. In America, dove vaccinarsi è obbligatorio, il morbillo e il vaiolo sono stati spazzati via. Qui in Regno Unito, visto che molti genitori si rifiutano di far vaccinare i figli – che sia testardaggine, ignoranza, o paura – abbiamo ancora circa centomila casi di morbillo ogni anno. Di quelli, più di 10 mila malati avranno qualche effetto collaterale di vario tipo. Almeno 10 mila svilupperanno infezioni alle orecchie o ai polmoni. Circa 20 moriranno.
PENSIAMOCI BENE.

Ogni anno in Gran Bretagna circa 20 bambini moriranno per il morbillo. E allora quali sono i rischi che corrono i vostri figli se verranno vaccinati? Sono quasi inesistenti. Ascoltatemi. In un posto con circa 300 mila persone ci sarà solo un bambino ogni 250 anni che svilupperà seri effetti collaterali dal vaccino contro il morbillo! È circa una possibilità su un milione. Penso che ci siano più possibilità che vostro figlio si soffochi con una tavoletta di cioccolato che di ammalarsi seriamente a causa del vaccino contro il morbillo. E allora per quale ragione al mondo vi state preoccupando? È davvero criminale non far vaccinare vostro figlio. Il momento ideale per farlo è a 13 mesi, ma non è mai troppo tardi. Tutti i bambini in età scolare che ancora non sono stati vaccinati contro il morbillo dovrebbero pregare i loro genitori di farlo il prima possibile. A proposito. Ho dedicato due dei miei libri a Olivia, il primo era James e la pesca gigante (James and the Giant Peach). All’epoca era ancora viva. Il secondo è Il GGG (BFG), dedicato alla sua memoria dopo che era morta per il morbillo. Troverete il suo nome all’inizio di questi due libri. So quanto sarebbe felice se potesse sapere che la sua storia ha aiutato a risparmiare un bel po’ di malattie e morte tra gli altri bambini.»

martedì 14 luglio 2015

Petizione a favore di un sistema vaccinale unico, unitario, nazionale

Firma la petizione a favore di un sistema vaccinale unico, unitario, nazionale


Diretta al Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin
La Costituzione garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute, eppure oggi ai bambini nati in Italia non è assicurato lo stesso accesso ai vaccini. Ogni Regione ha la sua politica vaccinale e decide quali vaccini offrire gratuitamente e quali a pagamento. In qualità di medici pediatri, genitori e cittadini chiediamo ai nostri rappresentanti politici di rimediare al pasticcio creato da un federalismo malriuscito e di restituire al Paese un servizio vaccinale unico.
Grazie ai vaccini molte gravi malattie sono state sconfitte o molto ridimensionate. Anche per questo chi nasce in Italia ha un’altissima probabilità di vivere sano come mai successo prima. Difterite, pertosse, poliomielite, epatite B, morbillo, rosolia congenita, tetano, meningite sono brutti ricordi che appartengono alle generazioni più lontane quando queste patologie condannavano migliaia di persone alla morte o a esiti invalidanti permanenti.
Questi risultati rischiano di essere messi a rischio da un progressivo calo delle coperture vaccinali dovuto a una serie di fattori tra cui è sicuramente rilevante il peso di una politica vaccinale frammentaria figlia delle riforme federaliste dell’ultimo decennio.
Per esempio, oggi Nicola, che è nato in Puglia, riceverà gratuitamente l’antimeningococco B, mentre la sua coetanea milanese Sara lo dovrà pagare (e pagare salato!), il piccolo Saro nato a Palermo avrà l’antivaricella gratis al contrario del bolognese Manuel.
Per i papà e le mamme (ma anche per i pediatri) è ingiustificabile e incomprensibile che bambini residenti in Regioni differenti abbiano differenti possibilità di salute. Questa situazione alimenta dubbi e perplessità sulla reale utilità dei vaccini, generando ipotesi fantasiose e complottiste circa “innominabili interessi economici” che si celerebbero dietro alla diffusione dei vaccini, con il rischio concreto di allontanare i genitori dalla pratica vaccinale.
Per questo chiediamo:
  • Il ripristino di un sistema vaccinale unico, unitario, nazionale.
  • Alti e uniformi livelli degli standard di qualità delle strutture dove si somministrano i vaccini: con attrezzature moderne e personale idoneamente formato, in grado di fornire rapide e accurate valutazioni epidemiologiche per stabilire sia il rischio delle malattie prevenibili sia la reale efficacia dei vaccini nel prevenirle.
  • Un sistema di sorveglianza in grado di comunicare rapidamente il peso reale delle reazioni avverse e le valutazioni di efficacia dei vari vaccini. In questo modo si potranno evitare inaccettabili speculazioni antivaccinali e sarà allo stesso tempo possibile fare appropriate valutazioni di priorità per impedire interferenze con i programmi in atto, specie quelli orientati al contrasto alle malattie diffusibili, per le quali bisogna tenere conto delle necessità di una protezione di gruppo.

lunedì 23 febbraio 2015

La Pediatria sulla "Grande Stampa" 2014

Arieccoci con lo speciale. Arieccoci a ripercorrere l'anno appena trascorso attraverso i messaggi, le sensazioni, i sentimenti che ci sono stati regalati dalla lettura dei pezzi pediatrici usciti sulla grande stampa medica. La scelta è un po' sbilanciata forse verso la neuropsichiatria, gli adolescenti, lo psicosociale insomma. Ma questi argomenti, oltre a essere quelli che maggiormente hanno occupato le pagine pediatriche delle grandi riviste, mi sono apparsi effettivamente come i più interessanti e coerenti con la realtà in cui operiamo. Ci sono anche molti casi. Forse troppo semplici. Forse troppo rari, al contrario. Comunque ho cercato di trasmetterveli con la stessa immediatezza e forza didattica, quella data da una immagine e da un breve commento, così come era stato sul Lancet o sul New England o sul BMJ. C’è anche qualche novità che può essere utile subito, nella pratica quotidiana o qualche altra che riguarda avanzamenti della conoscenza e della cura di malattie, più o meno rare, più o meno genetiche, comunque gravi, assolutamente inimmaginabili solo pochi anni fa.

Non so se arriverete in fondo. Forse è dal fondo che dovreste partire a leggere. Oppure semplicemente potete lasciarvi guidare dalla curiosità che vi evocano le figure, sfogliando lo speciale qua e là. Comunque sia, mi auguro che questo speciale vi sia “leggero” e possa darvi qualche spunto di riflessione e di conoscenza. Ma soprattutto spero che vi aiuti a continuare ad amare il nostro lavoro.

Alessandro Ventura


Vai al link su Medico e Bambino

martedì 13 gennaio 2015

Comunicato stampa: "Tecnologie digitali e bambini: indicazioni per utilizzo consapevole"


COMUNICATO STAMPA

Un gruppo multidisciplinare di esperti coordinati dal Centro per la Salute del Bambino ha messo a punto il documento "Tecnologie digitali e bambini: indicazioni per un utilizzo consapevole" che fornisce suggerimenti pratici per sfruttare al meglio tutte le opportunità offerte minimizzando i rischi.

Trieste - I nativi digitali sviluppano con le nuove tecnologie una relazione privilegiata, che pervade ogni ambito della quotidianità, dal gioco alle relazioni sociali, dalla comunicazione all'informazione. Evidenze scientifiche dimostrano che tali strumenti, quando non usati in modo corretto e consapevole, possono provocare danni alla salute psico-fisica e interferire con l'apprendimento e la vita relazionale. Sedentarietà, sovrappeso, isolamento, scarsa capacità di concentrazione, dipendenza e aggressività sono alcuni dei rischi concreti derivati da un utilizzo inappropriato di tali tecnologie.

Un gruppo multidisciplinare di esperti coordinati dal Centro per la Salute del Bambino (CSB) ha messo a punto il documento "Tecnologie digitali e bambini: indicazioni per un utilizzo consapevole" per sottolineare come non si tratti di ostacolare l'avvicinamento di bambini e ragazzi alle nuove tecnologie, quanto piuttosto di guidarli verso un uso corretto e consapevole, a partire dai primissimi anni di vita, periodo durante il quale si definiscono architetture celebrali e relative competenze e abitudini.

Il lavoro prende spunto dal progetto "Usale non farti usare" promosso nel 2013 dall'Ufficio Garante dell'Infanzia e dell'Adolescenza della Regione Friuli Venezia-Giulia e affidato al CSB. Il materiale è stato successivamente rivisto e ampliato con la collaborazione di un gruppo multidisciplinare di esperti, costituito da pediatri, psicologi, psicoterapeuti e sociologi dei media.

Il documento è organizzato per tipologia di media, per ciascuno dei quali sono indicate sia le modalità di utilizzo da evitare che quelle corrette. è destinato ai genitori e agli altri adulti di riferimento, in particolare educatori e insegnanti e a tutti coloro che hanno responsabilità nella cura e nell'educazione di bambini e ragazzi, al fine di proporre delle buone pratiche riguardanti l'uso delle tecnologie digitali da parte dei bambini da seguire in famiglia. L'ambiente familiare è infatti il luogo in cui avviene il primo contatto con le nuove tecnologie ed è quindi di fondamentale importanza la partecipazione educativa e attiva dei genitori all'esperienza digitale dei bambini.
Intervenire precocemente costituisce così un'importante e vincente strategia preventiva, che consente di cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e minimizzarne i rischi per la salute fisica e mentale di bambini e ragazzi.

Il testo completo di "Tecnologie digitali e bambini: indicazioni per un utilizzo consapevole" è in pubblicazione sul numero di gennaio della rivista "Medico&Bambino" e in forma ridotta nella newsletter del CSB "Fin da Piccoli" alla quale è possibile iscriversi al sito www.csbonlus.org.


Scarica qui l'inserto in formato pdf.


Centro per la Salute del Bambino / ONLUS
Via Nicolò De Rin 19, 34143 Trieste
Ufficio comunicazione: elisa.colombo@csbonlus.org
tel. 04032204474
Medico e Bambino
Via S.Caterina 3, 34122 Trieste
Redazione: redazione@medicoebambino.com
tel. 0403728911

mercoledì 26 novembre 2014

Autismo causato dai vaccini? Dalla comunità scientifica arriva un secco no

Comunicato congiunto

SItI-FIMP-SIP-ACP-FIMMG

Roma 26 novembre 2014

La comunità scientifica è unanime nel ribadire che non esiste alcun legame tra vaccinazione esavalente e autismo, così come tra questa malattia e vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR). Per questo suscitano enorme preoccupazione per la tutela della salute dei nostri cittadini le decisioni di alcuni tribunali che, pur in mancanza di qualsiasi evidenza scientifica, hanno riconosciuto un danno da vaccinazione.
Il vaccino esavalente è utilizzato nella maggior parte dei Paesi europei in quanto riconosciuto fondamentale per prevenire 6 importantissime malattie infettive (polio, difterite, tetano, pertosse, malattie invasive da Haemophilus influenzae tipo B, epatite B).
Il vaccino esavalente è stato somministrato a decine di milioni di bambini, e in nessun Paese si è mai arrivati a simili conclusioni.
Una sentenza di primo grado del Tribunale di Milano ha invece stabilito che il Ministero della Salute dovrebbe risarcire con un assegno vitalizio bimestrale un bambino affetto da autismo al quale, nel 2006, venne somministrato l’esavalente. Il mercurio presente in tracce nei vaccini prodotti fino ad alcuni anni fa sotto forma di etilmercurio (un disinfettante) non ha mai causato nel mondo alcun danno neurologico documentato, ma è stato comunque eliminato da tutti i vaccini per far cessare le campagne di disinformazione promosse su di esso da gruppi contrari alle vaccinazioni.
C’è da augurarsi che il giudizio di Appello possa stabilire la verità in coerenza con quanto indica la letteratura scientifica.
Va peraltro sottolineato come tutte le insostenibili sentenze (in primo grado; nessuna sentenza è giunta ancora alla decisione di appello) di riconoscimento di un rapporto tra vaccini ed autismo abbiano riguardato l’indennizzo, che segue una procedura particolare in cui non è possibile un approfondito contradditorio, e che nasce per tutelare chi ricorre al tribunale del lavoro. Non si è trattato mai di sentenze civili di risarcimento per un danno subìto, perché in tali processi è possibile un approfondito confronto delle tesi scientifiche e anti-scientifiche, e in tali casi l’evidenza scientifica di mancanza di qualsiasi rapporto tra vaccini ed autismo emerge chiaramente.

Le Società scientifiche firmatarie del comunicato:

 fanno appello a tutti i genitori affinché continuino ad aderire con fiducia all’offerta del vaccino esavalente, nell’interesse della salute dei propri figli e di tutta la comunità;
 ricordano che il vaccino esavalente protegge i loro figli da malattie ancora oggi temibili e mortali;
 sottolineano che nello scorso anno 5 piccoli lattanti sani sono stati UCCISI dalla pertosse tra Marche e Toscana;
 si riservano di richiedere agli Ordini dei Medici di pertinenza di valutare sotto il profilo disciplinare il comportamento di consulenti tecnici d'ufficio che non basino le proprie consulenze sull’evidenza scientifica, inducendo i giudici a emanare sentenze contrarie alla verità dei fatti;
 chiedono al Ministro della Salute di difendere anche in primo grado le evidenze scientifiche universalmente riconosciute che smentiscono ogni connessione causale tra vaccinazioni e autismo


Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI)
Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP)
Società Italiana di Pediatria (SIP)
Associazione Culturale Pediatri (ACP)
Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (FIMMG)

giovedì 28 agosto 2014

LE 10 RACCOMANDAZIONI PER SCEGLIERE SAGGIAMENTE ("CHOOSING WISELY") IN PEDIATRIA



1. Non dovrebbero essere usati antibiotici per le malattie respiratorie apparentemente virali (sinusiti, faringiti, bronchiti)

2. Non dovrebbero essere prescritti e raccomandati farmaci per la tosse o il raffreddore nelle malattie respiratorie dei bambini di età inferiore ai 4 anni

3.  Non è necessaria la TC per l’immediata valutazione dei traumi cranici minori:  l’osservazione clinica e i criteri PECARN (Pediatric Emergency Care Applied Research Network) dovrebbero essere impiegati  per definire la diagnostica per immagini

4. Non sono necessari studi di neuroimmagine (TC o RM) nel bambino che presenta  una convulsione febbrile non complicata

5. Non è necessaria la TC per la valutazione di routine dei dolori addominali

6. Non prescrivere un dose elevata di desametasone (0,5 mg/kg/die) per la prevenzione o il trattamento della displasia broncopolmonare nei pretermine

7. Non eseguire programmi di screening per le allergie alimentari senza considerare la storia clinica

8. Evitare l’uso di inibitori dell’acidità gastrica e di farmaci procinetici per il reflusso gastroesofageo (RGE) fisiologico che si manifesta in assenza di sintomi da malattia da reflusso (MRGE), come il dolore, l’arresto della crescita. Non usare farmaci nei cosiddetti “rigurgitatori felici”

9. Evitare l’uso delle colture per lo screening e il trattamento della batteriuria asintomatica

10. Gli strumenti per il controllo dell’apnea nel bambino non dovrebbero essere usati di norma per prevenire la sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS)

Per approfondire:

Federico Marchetti
LE 10 RACCOMANDAZIONI PER SCEGLIERE SAGGIAMENTE (“CHOOSING WISELY”) IN PEDIATRIA. 
Medico e Bambino2014;33:359-360

martedì 29 luglio 2014

La salute nel 7° Rapporto della Convenzione per i diritti dell’infanzia: focus sulla salute mentale


Sul numero di Giugno di Medico e Bambino viene dato risalto al 7° Rapporto della Convenzione per i diritti per l'infanzia. Si riportano le criticità evidenziate in merito alla salute mentale

Nell’ambito della salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza, permangono tutte le criticità già evidenziate nei precedenti Rapporti. L’Italia ha buone linee di indirizzo, ma poco applicate e con ampie disuguaglianze inter-regionali. Lo stanziamento di risorse da parte delle Regioni continua a essere insufficiente per garantire la necessaria rete di strutture territoriali, semiresidenziali, residenziali e di ricovero, che in alcuni ambiti appare addirittura in significativa diminuzione. Continuano a esserci Regioni in cui mancano gli stessi servizi territoriali e/o il personale è gravemente insufficiente e/o non sono previste tutte le figure multidisciplinari necessarie per i percorsi terapeutici. Dal 2008 al 2013 si sono evidenziati un rilevante incremento delle richieste alle Unità Operative di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e un rapido cambiamento nella tipologia di utenti e famiglie. Ad esempio nella Regione Piemonte, dal 2004 al 2011, il numero di utenti che hanno avuto almeno un contatto con i Servizi di Neuropsichiatria Infantile è aumentato mediamente del 6,4% all’anno, mentre il numero di nuovi utenti nello stesso periodo è aumentato mediamente del 4,91% all’anno. Analogo andamento si rileva nella Regione Toscana. In aumento le richieste per disturbi dello sviluppo (quali la dislessia e i disturbi specifici del linguaggio), le richieste per utenti con disabilità o con disturbi psichiatrici di rilevante gravità e complessità, i comportamenti dirompenti, spesso resi esplosivi dal contemporaneo incremento dell’abuso occasionale di sostanze. Sono comparse nuove modalità con le quali si manifesta il disagio psichico, attraverso la dipendenza da Internet, l’isolamento in casa, l’aggregazione in bande e molte altre forme. È contemporaneamente diminuita la tenuta del sistema familiare e ambientale complessivo, più frammentato e isolato dal contesto e gravato dalla presenza di criticità lavorative ed economiche, in particolare quando è necessario assistere in modo intensivo e prolungato un figlio con patologia psichiatrica grave e/o disabilità complessa. 
Le raccomandazioni relative al MS, alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, all’Istituto Superiore di Sanità, sono di strutturare un adeguato sistema di monitoraggio della salute mentale dei bambini e degli adolescenti; di pianificare interventi coordinati di promozione della salute mentale, con particolare attenzione alla sensibilizzazione e formazione dei pediatri di famiglia e degli operatori scolastici, alla prevenzione dei suicidi, dei DCA e di altri analoghi disturbi a elevato impatto; di garantire, attraverso adeguati investimenti di risorse, la presenza omogenea in tutto il territorio nazionale di un sistema integrato di Servizi di Neuropsichiatria Infantile, sia in termini di professionalità che di strutture, in grado di operare in coerente sinergia con pediatri, pedagogisti clinici e altre figure professionali riconosciute, così da garantire i necessari interventi non farmacologici e/o farmacologici e un approccio il più possibile multidisciplinare ai disturbi neuro-psichici dell’infanzia e dell’adolescenza, strutturando inoltre al suo interno Centri di Riferimento per patologie particolarmente rilevanti come DCA, autismo ecc.

Tamburlini G. LA SALUTE NEL 7° RAPPORTO CRC. Medico e Bambino 2014;33:395-6
(accesso libero) 


Il testo integrale del 7° Rapporto può essere scaricato da www.gruppocrc.net

sabato 26 luglio 2014

AN OPEN LETTER FOR THE PEOPLE OF GAZA

An open letter for the people in Gaza

Paola Manduca aEmail AddressIain Chalmers bDerek Summerfield cMads Gilbert dSwee Ang eon behalf of 24 signatories

The Lancet, Early Online Publication, 23 July 2014

doi:10.1016/S0140-6736(14)61044-8


We are doctors and scientists, who spend our lives developing means to care and protect health and lives. We are also informed people; we teach the ethics of our professions, together with the knowledge and practice of it. We all have worked in and known the situation of Gaza for years.
On the basis of our ethics and practice, we are denouncing what we witness in the aggression of Gaza by Israel.

We ask our colleagues, old and young professionals, to denounce this Israeli aggression. We challenge the perversity of a propaganda that justifies the creation of an emergency to masquerade a massacre, a so-called “defensive aggression”. In reality it is a ruthless assault of unlimited duration, extent, and intensity. We wish to report the facts as we see them and their implications on the lives of the people.
We are appalled by the military onslaught on civilians in Gaza under the guise of punishing terrorists. This is the third large scale military assault on Gaza since 2008. Each time the death toll is borne mainly by innocent people in Gaza, especially women and children under the unacceptable pretext of Israel eradicating political parties and resistance to the occupation and siege they impose.
This action also terrifies those who are not directly hit, and wounds the soul, mind, and resilience of the young generation. Our condemnation and disgust are further compounded by the denial and prohibition for Gaza to receive external help and supplies to alleviate the dire circumstances.
The blockade on Gaza has tightened further since last year and this has worsened the toll on Gaza's population. In Gaza, people suffer from hunger, thirst, pollution, shortage of medicines, electricity, and any means to get an income, not only by being bombed and shelled. Power crisis, gasoline shortage, water and food scarcity, sewage outflow and ever decreasing resources are disasters caused directly and indirectly by the siege.1
People in Gaza are resisting this aggression because they want a better and normal life and, even while crying in sorrow, pain, and terror, they reject a temporary truce that does not provide a real chance for a better future. A voice under the attacks in Gaza is that of Um Al Ramlawi who speaks for all in Gaza: “They are killing us all anyway—either a slow death by the siege, or a fast one by military attacks. We have nothing left to lose—we must fight for our rights, or die trying.”2
Gaza has been blockaded by sea and land since 2006. Any individual of Gaza, including fishermen venturing beyond 3 nautical miles of the coast of Gaza, face being shot by the Israeli Navy. No one from Gaza can leave from the only two checkpoints, Erez or Rafah, without special permission from the Israelis and the Egyptians, which is hard to come by for many, if not impossible. People in Gaza are unable to go abroad to study, work, visit families, or do business. Wounded and sick people cannot leave easily to get specialised treatment outside Gaza. Entries of food and medicines into Gaza have been restricted and many essential items for survival are prohibited.3 Before the present assault, medical stock items in Gaza were already at an all time low because of the blockade.3 They have run out now. Likewise, Gaza is unable to export its produce. Agriculture has been severely impaired by the imposition of a buffer zone, and agricultural products cannot be exported due to the blockade. 80% of Gaza's population is dependent on food rations from the UN.
Much of Gaza's buildings and infrastructure had been destroyed during Operation Cast Lead, 2008—09, and building materials have been blockaded so that schools, homes, and institutions cannot be properly rebuilt. Factories destroyed by bombardment have rarely been rebuilt adding unemployment to destitution.
Despite the difficult conditions, the people of Gaza and their political leaders have recently moved to resolve their conflicts “without arms and harm” through the process of reconciliation between factions, their leadership renouncing titles and positions, so that a unity government can be formed abolishing the divisive factional politics operating since 2007. This reconciliation, although accepted by many in the international community, was rejected by Israel. The present Israeli attacks stop this chance of political unity between Gaza and the West Bank and single out a part of the Palestinian society by destroying the lives of people of Gaza. Under the pretext of eliminating terrorism, Israel is trying to destroy the growing Palestinian unity. Among other lies, it is stated that civilians in Gaza are hostages of Hamas whereas the truth is that the Gaza Strip is sealed by the Israelis and Egyptians.
Gaza has been bombed continuously for the past 14 days followed now by invasion on land by tanks and thousands of Israeli troops. More than 60 000 civilians from Northern Gaza were ordered to leave their homes. These internally displaced people have nowhere to go since Central and Southern Gaza are also subjected to heavy artillery bombardment. The whole of Gaza is under attack. The only shelters in Gaza are the schools of the UN Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East (UNRWA), uncertain shelters already targeted during Cast Lead, killing many.
According to Gaza Ministry of Health and UN Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA),1 as of July 21, 149 of the 558 killed in Gaza and 1100 of the 3504 wounded are children. Those buried under the rubble are not counted yet. As we write, the BBC reports of the bombing of another hospital, hitting the intensive care unit and operating theatres, with deaths of patients and staff. There are now fears for the main hospital Al Shifa. Moreover, most people are psychologically traumatised in Gaza. Anyone older than 6 years has already lived through their third military assault by Israel.
The massacre in Gaza spares no one, and includes the disabled and sick in hospitals, children playing on the beach or on the roof top, with a large majority of non-combatants. Hospitals, clinics, ambulances, mosques, schools, and press buildings have all been attacked, with thousands of private homes bombed, clearly directing fire to target whole families killing them within their homes, depriving families of their homes by chasing them out a few minutes before destruction. An entire area was destroyed on July 20, leaving thousands of displaced people homeless, beside wounding hundreds and killing at least 70—this is way beyond the purpose of finding tunnels. None of these are military objectives. These attacks aim to terrorise, wound the soul and the body of the people, and make their life impossible in the future, as well as also demolishing their homes and prohibiting the means to rebuild.
Weaponry known to cause long-term damages on health of the whole population are used; particularly non fragmentation weaponry and hard-head bombs.45 We witnessed targeted weaponry used indiscriminately and on children and we constantly see that so-called intelligent weapons fail to be precise, unless they are deliberately used to destroy innocent lives.
We denounce the myth propagated by Israel that the aggression is done caring about saving civilian lives and children's wellbeing.
Israel's behaviour has insulted our humanity, intelligence, and dignity as well as our professional ethics and efforts. Even those of us who want to go and help are unable to reach Gaza due to the blockade.
This “defensive aggression” of unlimited duration, extent, and intensity must be stopped.
Additionally, should the use of gas be further confirmed, this is unequivocally a war crime for which, before anything else, high sanctions will have to be taken immediately on Israel with cessation of any trade and collaborative agreements with Europe.
As we write, other massacres and threats to the medical personnel in emergency services and denial of entry for international humanitarian convoys are reported.6 We as scientists and doctors cannot keep silent while this crime against humanity continues. We urge readers not to be silent too. Gaza trapped under siege, is being killed by one of the world's largest and most sophisticated modern military machines. The land is poisoned by weapon debris, with consequences for future generations. If those of us capable of speaking up fail to do so and take a stand against this war crime, we are also complicit in the destruction of the lives and homes of 1·8 million people in Gaza.
We register with dismay that only 5% of our Israeli academic colleagues signed an appeal to their government to stop the military operation against Gaza. We are tempted to conclude that with the exception of this 5%, the rest of the Israeli academics are complicit in the massacre and destruction of Gaza. We also see the complicity of our countries in Europe and North America in this massacre and the impotence once again of the international institutions and organisations to stop this massacre

References

1 United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA)Occupied Palestinian Territory: Gaza emergency situation report (as of 21 July 2014, 1500 hrs)http://www.ochaopt.org/documents/ocha_opt_sitrep_22_07_2014.pdf(accessed July 22, 2014).
2 Webb-Pullman JDignity or death—we cannot give up nowhttp://gaza.scoop.ps/2014/07/dignity-or-death-we-cannot-give-up-now/(accessed July 22, 2014).
3 Gilbert MBrief report to UNRWA: The Gaza Health Sector as of June 2014.http://www.unrwa.org/sites/default/files/final_report_-_gaza_health_sector_june-july_2014_-_mads_gilbert_2.pdf(accessed July 22, 2014).
4 Naim AAl Dalies HEl Balawi M, et alBirth defects in Gaza: prevalence, types, familiarity and correlation with environmental factorsInt J Environ Res Public Health 201291732-1747PubMed
5 Manduca PNaim ASignoriello SSpecific association of teratogen and toxicant metals in hair of newborns with congenital birth defects or developmentally premature birth in a cohort of couples with documented parental exposure to military attacks: observational study at Al Shifa Hospital, Gaza, PalestineInt J Environ Res Public Health 2014115208-5223PubMed
6 Ma'an News Agency4 killed, over 50 injured as Israel targets al-Aqsa hospital.http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=715087(accessed July 22, 2014).
a New Weapons Research Group and University of Genoa, Genoa, Italy
b James Lind Library, Oxford, UK
c Institute of Psychiatry, King's College, London, UK
d Clinic of Emergency Medicine, University Hospital of North Norway, Tromso, Norway
e Barts and the Royal London Hospital, London, UK

giovedì 10 luglio 2014

La normativa prescrittiva dell’AIFA sull’uso del protossido di azoto: una richiesta di revisione


Sul numero di Giugno di Medico e Bambino è pubblicata una lettera a nome della Società Italiana di Pediatria; Associazione Culturale Pediatri; Società Italiana Medicina d’Urgenza Pediatrica; Accademia Medica e Infermieristica di Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica, che contesta una recente normativa AIFA che limita di fatto l'uso del protossido di azoto e ossigeno al solo uso in ambito anestesiologico e odontoiatrico. Questo che segue è il testo integrale della lettera

Una recente normativa AIFA limita l’uso della miscela predosata protossido d’azoto e ossigeno al 50% al solo uso in ambito anestesiologico e odontoiatrico, vietandone di fatto l’uso al di fuori di questi contesti specifici. Il testo modificato dell’AIFA (determinazione n. 173, 2014) recita nel seguente modo:  "È rettificata, nei termini che seguono, la Determinazione AIFA n. 1133 del 02/12/2013, pubblicata sulla GU della Repubblica Italiana, Serie generale n. 296 del 18/12/2013, concernente la definizione degli specialisti prescrittori delle confezioni di medicinali contenenti azoto protossido in bombole di peso inferiore o uguale a 20 kg. Gli specialisti in anestesia e rianimazione, gli odontoiatri e gli specialisti in odontoiatria sono indicati quali specialisti prescrittori delle confezioni di medicinali contenenti azoto protossido da solo o in associazione con ossigeno al 50% in bombole di peso inferiore o uguale a 20 kg".

La miscela protossido-ossigeno trova in realtà ampia e consolidata indicazione nella letteratura internazionale al di fuori di questi ambiti (strettamente odontoiatrico e di competenza prescrittiva di anestesisti e rianimatori), e in particolare in ambito di analgo-sedazione in reparti di Pronto Soccorso dell’adulto e del bambino, reparti di degenza di Pediatria, reparti di Ostetricia. Questa esperienza è documentata da anni a livello nazionale dall’uso routinario della miscela in reparti di Pediatria e Pronto Soccorso (PS) pediatrico. L’evidenza accumulata nella letteratura internazionale sulla sicurezza, efficacia e maneggevolezza del protossido di azoto utilizzato da medici (e ostetriche nel Regno Unito e infermiere in Australia e USA) non anestesisti e non dentisti è sostanziale, di alta qualità scientifica, e mostra un profilo di sicurezza e una versatilità d’uso estremamente vantaggiosi, anche rispetto ad altre opzioni farmacologiche disponibili per l’analgo-sedazione. In questo ambito il farmaco è usato da moltissimi anni in tutti i Paesi del mondo occidentale con i più alti standard scientifici, regolatori e assistenziali, solo per citarne alcuni: Regno Unito, Francia, Danimarca, Svezia, USA, Australia. L’evidenza di insufficiente trattamento del dolore (oligoanalgesia), sia procedurale che non procedurale, in ambito di PS pediatrico è concreta e drammaticamente dimostrata da studi epidemiologici nazionali recenti di alto livello metodologico.

In questo contesto assistenziale la miscela protossido-ossigeno rappresenta una opzione terapeutica sostanziale, sia per la grande sicurezza che per la semplicità d’uso che le è propria. Inoltre la letteratura sull’uso del protossido gestito da pediatri ne conferma l’efficacia e l’indicazione non solo in ambito di PS ma in svariati altri contesti: cateterismo venoso centrale e procedure dolorose in bambini oncologici, cateterismo vescicale in diagnostica radiologica, iniezione di tossina botulinica in bambini con deficit cognitivo, incannulamento venoso difficile in reparti di degenza, esami endoscopici, infiltrazione terapeutica in bambini con artrite idiopatica giovanile.
Di fatto, la restrizione di uso di questa terapia (che si traduce in un uso ospedaliero del protossido di azoto da parte esclusivamente di anestesisti, e in uso extraospedaliero da parte di dentisti) priverà i pazienti di una rilevante opzione terapeutica e si tradurrà in concreto in un aumento della oligoanalgesia.

Alla luce della nota AIFA in questione resta difficile inoltre capire come un farmaco che può essere utilizzato in ambito extraospedaliero da un dentista (così recita la nota dell’AIFA del 28/2/2011 in merito all’uso del protossido di azoto in regine exstraospedaliero: “Il protossido di azoto è da decenni ampiamente utilizzato in ambito extraospedaliero, soprattutto in campo odontoiatrico, come analgesico e ansiolitico. Non sono ad oggi state descritte gravi complicanze secondarie al suo utilizzo come analgesico ansiolitico in ambito extraospedaliero”) non possa e non debba essere utilizzato con maggiore vantaggio e sicurezza anche nel contesto di un Pronto Soccorso e/o di un reparto di degenza ospedaliero.

In sostanza le ragioni della limitazione d’uso risultano del tutto incomprensibili in termini scientifici, pratici e deontologici, e l’invito è quello a una sollecita rivalutazione.

Egidio Barbi
IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Federico Marchetti
Pediatria di Ravenna

Estensori del documento, a nome di:
Società Italiana di Pediatria; Associazione Culturale Pediatri; Società Italiana Medicina d’Urgenza Pediatrica; Accademia Medica e Infermieristica di Emergenza e Terapia Intensiva Pediatrica