lunedì 15 aprile 2019

La reidratazione per via endovenosa: più problemi che “soluzioni”...?

A volte sembra un riflesso condizionato, quello di “mettere in flebo” il paziente di cui si è deciso il ricovero, senza chiedersi più che tanto se e quanto ve ne sia realmente bisogno. Spesso, infatti, la “flebo” è vista (anche dai genitori) come un primo intervento terapeutico che dà inizio al percorso che porterà alla guarigione, e rappresenta un segnale tangibile che si sta già “facendo qualcosa”. Qualcosa di simile si verifica con il paziente che esce dalla Sala operatoria, che ben difficilmente sfugge all’infusione, nella più o meno espressa convinzione che vi siano chissà quali carenze da compensare o prevenire, anche in pazienti che riprenderanno ad alimentarsi quasi immediatamente. Ancora più disturbante è che spesso queste infusioni, già iniziate con motivazioni deboli, vengono poi a prolungarsi con motivazioni ancora più deboli (“ha mangiato poco”, “ha ancora mal di pancia”, “per tenere la vena”, o anche solo “adesso non ho tempo” ecc).
Ma cosa c’è in queste soluzioni, complessivamente definite “di mantenimento” (con ciò intendendo che si dovrebbero limitare a mantenere lo status quo, senza aggiungere né togliere nulla alla omeostasi del paziente)?

La risposta di Massimo Fontana nell'editoriale sul numero di Marzo di Medico e Bambino ci dice che da oltre 60 anni stiamo quindi infondendo soluzioni ipotoniche. Questa pratica ha però iniziato a essere messa in discussione quando, a partire dagli anni ’90, sono comparse diverse segnalazioni di casi di iponatremia, spesso sintomatica e talora con lesioni neurologiche da edema cerebrale.
Nell'editoriale Vengono discusse le ragioni dell'uso irrazionale delle soluzioni ipotoniche e di cosa fare nella pratica (quali soluzioni usare) nei casi in cui si debba ricorrere alla reidratazione endovena

L'editoriale conclude con un richiamo ad una profonda riflessione rivolta ad un facile cambiamento: "È ovvio che una vera implementazione nella routine quotidiana di tutti i reparti di Pediatria e nei Pronto Soccorso pediatrici richiederà tempo e pazienza, verosimilmente con una fase in cui l’applicazione sarà “a pelle di leopardo”. Ma è arrivato il tempo per farlo anche alla luce della disponibilità in commercio delle soluzioni appena citate. In ogni caso sarebbe importante che le soluzioni ipotoniche non siano più un automatismo ma che vengano quanto meno guardate con sospetto (sapendo che possono essere pericolose) e che l’uso eventuale sia frutto di una scelta esplicita, ma che di fatto è irragionevole".

LA REIDRATAZIONE PER VIA ENDOVENOSA: PIU' PROBLEMI CHE “SOLUZIONI”...? .
M. Fontana .
Medico e Bambino 2019;38:142-144
https://www.medicoebambino.com/?id=1903_142.pdf

domenica 24 marzo 2019

Il Papa nel discorso ai pediatri ricorda le parole del Prof Panizon: “non appoggiare mai la testa su un cuscino finché non avrai fatto tutto il possibile per i bambini "

In un tempo di diseguaglianze nelle cure, siate “promotori” di una sanità solidale e inclusiva. Verso i piccoli pazienti serve una “dedizione incondizionata”, con quel sorriso necessario per dare coraggio e fiducia. È la strada che Papa Francesco indica alla Federazione Italiana Medici Pediatrici, nel discorso consegnato. All’organizzazione sindacale, che sostiene e tutela più di 5mila e 550 pediatri, con un’esperienza di quarant’anni e accreditata anche come “società scientifica” per il suo impegno nella formazione e nella ricerca, il Papa ricorda che vivendo il proprio lavoro con lo stile di “una vera e propria missione”, si dà una testimonianza cristiana.

Promuovere cultura più capace di tutelare salute dei bambini
La Federazione si è distinta per il contributo dato alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale e ha realizzato “innumerevoli iniziative” per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini, mantenendo in modo “apartitico” un confronto con le parti. La fascia di cui si occupa è infatti quella “più evolutiva” della vita umana ed esige una conoscenza globale del corpo umano. Serve quindi anche un costante aggiornamento: a questo e anche a “promuovere una cultura più capace di tutelare la salute”, in particolare dei più piccoli, mirano le iniziative messe in campo, come incontri e dibattitti.

No a diseguaglianze nelle cure e attenzione a stili di vita
“Nel nostro tempo dove le tante comodità e gli sviluppi tecnologici e sociali si pagano con un impatto sempre più invasivo sulle dinamiche naturali del corpo umano”, il Papa sottolinea quindi - sempre nel discorso consegnato - come diventi “urgente” attuare un serio programma di educazione alla salute e a stili di vita rispettosi dell’organismo, così che il progresso non vada a scapito della persona.
Possiate sempre operare con serietà e dedizione facendovi promotori di una cultura e di una sanità solidali ed inclusive. Nel nostro tempo, infatti, sempre più spesso la prevenzione e le cure diventano appannaggio di chi gode di un certo tenore di vita, e quindi se lo può permettere. Vi incoraggio ad adoperarvi perché questa diseguaglianza non venga a sommarsi alle tante che già affliggono i più deboli, ma il sistema sanitario assicuri a tutti assistenza e prevenzione, come diritti della persona.

Offrire il sorriso ai bambini
Capacità di ascoltare, comprendere e ispirare fiducia. In una parola l’attenzione alla persona è caratteristica essenziale insieme alla competenza scientifica. Ai genitori che affidano ciò che hanno di più caro, bisogna quindi offrire anche sicurezza dal punto di vista umano. Ai bambini, che con “antenne potenti” sanno captare al volo “se siamo ben disposti o se invece siamo distratti, perché magari vorremmo avere già finito il turno” o “trovare un paziente che strilla di meno”, bisogna offrire il sorriso, a cui nonostante le preoccupazioni “siete anche allenati”, nota il Papa. Il sorriso è infatti “necessario per dare coraggio e aprirsi un varco di fiducia nei più piccoli; e anche le medicine, così, sono più efficaci”.

Gesù e i bambini
Il modello è Gesù “sorgente di vicinanza e di tenerezza”:
Nel trattare con i bimbi, teniamo sempre a mente proprio le parole di Gesù che, in un mondo nel quale erano poco considerati, li indica come modello di chi entra a far parte del Regno di Dio, perché ne comprende i segreti. Ricordiamo anche il suo atteggiamento singolarmente attrattivo verso di loro: sebbene non li chiamasse a sé con inviti o con regali, li richiamava con la forza e la serenità che scaturivano dalla sua persona, così che i bambini andavano a Lui ed Egli li accoglieva.

Panizon: guardare più in là
Si tratta di avere quella “dedizione incondizionata” di cui parlava il dottor Franco Panizon, considerato un padre della pediatria italiana per aver promosso la creazione del Day hospital pediatrico e l'apertura dei reparti di pediatria alle famiglie. 
Bergoglio ha fatto proprie le parole del dottor Franco Panizon, «vostro collega e maestro» che parlava di dedizione incondizionata: «Mai accada di posare il capo sul cuscino, se prima non avrete fatto tutto quello che è in vostro potere per loro!», diceva. Il luminare triestino esortava infatti i colleghi «ad avere una parte, piccola ma importantissima, nello scrivere la cultura e quindi la storia del nostro tempo» e perciò invitava a «guardare “più in là”, cioè oltre la malattia e le contingenze, oltre il momento presente, oltre la propria persona o la propria fatica». «Non pensare solo all’oggi del tuo paziente, ma pensa anche al suo domani», ripeteva spesso, «non pensare solo ai tuoi pazienti, ma pensa anche a tutti i pazienti; non pensare solo ai presenti, ma pensa anche ai lontani e ai futuri». 

Una missione che diventa testimonianza
Vissuta “con questo afflato”, questa professione diventa “una vera e propria missione”, che coinvolge mente e cuore e ben più a fondo delle ore in cui si è al lavoro.
Con questo stile, voi date testimonianza cristiana, perché cercate di praticare i valori evangelici e il vostro senso di appartenenza alla Chiesa; ma anche per l’ampiezza del vostro sguardo, per la capacità di immaginare il contesto sociale e il sistema sanitario più giusti per il futuro, e per il desiderio di porvi a servizio, con umiltà e competenza, di ogni persona che vi è affidata.

giovedì 21 marzo 2019

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE E USO DI FARMACI OFF-LABEL

Le cure palliative (CP) mirano a garantire il controllo dei sintomi e la miglior qualità di vita possibile per i pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più ai trattamenti specifici. L’AIFA e la Società Italiana di CP, nell’ambito del Tavolo di lavoro dedicato, hanno redatto due documenti che raccolgono le evidenze scientifiche disponibili a supporto dell’impiego off-label dei medicinali più frequentemente utilizzati nell’ambito delle CP, sia nella popolazione pediatrica che in quella adulta. L’obiettivo è stato quello di rendere disponibile (ai sensi della Legge 648/96) l’utilizzo di 10 farmaci di uso consolidato in età pediatrica, in assenza di dati derivanti da studi clinici registrativi. Si tratta di un indubbio progresso, sia nel metodo di lavoro che nelle possibilità di utilizzo di tali farmaci nella pratica clinica, che riguarda diversi ambiti assistenziali, da quello ospedaliero a quello domiciliare

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE E USO DI FARMACI OFF-LABEL
L. De Zen, F. Marchetti, E. Barbi, F. Benini. 
Medico e Bambino 2019;38:97-102 https://www.medicoebambino.com/?id=1902_97.pdf
(ad accesso libero)

domenica 10 marzo 2019

Le Giornate di Medico e Bambino 2019

Le Giornate di Medico e Bambino viaggiano per l’Italia, e quest anno approdano a Roma, fatto che già basterebbe da solo a farne una edizione speciale. L'entusiasmo e la passione, la voglia di affrontare in concreto i problemi della pediatria viva e il loro continuo mutare sono quelli di sempre. Ravvivati quest anno dalla bravura, dalla professionalità e dal supporto di idee di chi ci ospita: il professor Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e i Pediatri del Lazio, che non smettono mai di darci dimostrazione della loro amicizia e della loro voglia di far bene.
Il programma vede coinvolti sia esperti di grande livello che, come di consueto, giovani in formazione specialistica.
Le caratteristiche portanti delle Giornate sono sempre le stesse: un taglio rapido ed essenziale, con presentazioni concise e largo spazio alla discussione. Sia che si tratti di affrontare problemi correnti, sia che si tratti di dibattere di temi complessi che danno spazio al confronto e alla integrazione di culture e professionalità diverse.
Le presentazioni “giovani” e dei pediatri di famiglia ci porteranno poi a discutere su casi concreti: vere e proprie testimonianze della pediatria dei nostri giorni.

Scarica il programma.
Iscriviti al congresso.


lunedì 4 febbraio 2019

La Pediatria sulla Grande Stampa 2018


La letteratura pediatrica, specie quella autorevole, quella sulla “grande stampa”, continua a lanciare messaggi forti che richiamano l’attenzione sul problema degli adolescenti e della loro difficoltà di stare al mondo e del continuo aumento del disagio psico-sociale nel bambino più in generale. Se ne parla sempre di più (e questo è un bene e ci motiva a farcene carico, a considerare tutto questo parte importante e inderogabile del nostro mestiere, a condividere problemi e ricerca delle soluzioni), ma in concreto si agisce poco. E l’adolescente rimane ancora abbandonato a vagare inascoltato e abbandonato in una terra di nessuno: tra una Pediatria che non si getta ancora nella mischia con la buona volontà (l’onestà?) e la consapevolezza che il suo ruolo comporta e la Medicina dell’adulto che ignora: ignora tutto, sul piano scientifico, sul piano assistenziale, sul piano della solidarietà e su quello delle priorità di investimenti. La Pediatria, certo, continua a essere anche il teatro di grandi innovazioni, scoperte, progressi che fanno bene a tutta la Medicina: avanzamenti della ricerca e delle conoscenze sulle basi molecolari delle malattie che anche quest’anno hanno trovato una traduzione inaspettata quanto entusiasmante sul piano delle terapie. Ma poi, nel lavoro di ogni giorno, c’è ancora la pratica delle piccole-grandi cose, dei piccoli grandi casi (spesso indimenticabili). Di cui anche la “grande stampa” non può fare a meno e della cui varietà e peculiarità non ho potuto rinunciare a dare qualche esempio anche sullo speciale di quest’anno. Buona lettura, se ne avete voglia. Con leggerezza, mi raccomando.

a cura di Alessandro Ventura
Professore Emerito di Pediatria, Università di Trieste

Leggi il numero speciale per intero.

venerdì 1 febbraio 2019

Medico e Bambino - Gennaio 2019




Cure palliative e terapia del dolore: rapporto al Parlamento sui dati 2015-2017


Il Ministro ha inviato al Parlamento il Rapporto sullo stato di attuazione della legge n. 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” – 2015-2017. A otto anni dalla pubblicazione della legge 38/2010, il Rapporto descrive lo stato di attuazione della legge, i traguardi raggiunti e le criticità ancora presenti.

Il quadro che ne scaturisce è caratterizzato da luci e ombre: difatti, di fronte ad un miglioramento della qualità e dell’offerta assistenziale per le cure palliative in regime residenziale e domiciliare e allo sviluppo delle reti regionali e locali di cure palliative e di terapia del dolore, persistono forti disomogeneità regionali sulle caratteristiche e sulla tipologia dell’assistenza offerta nei vari setting assistenziali.

In cifre
Nel triennio dal 2015 al 2017, il numero di hospice sul territorio nazionale ha raggiunto il totale di 240 strutture (erano 231 nel 2014) mentre il numero dei posti letto risulta di 2.777 (226 posti letto in più rispetto al 2014).
A livello nazionale, nell’anno 2017, risulta una carenza di 244 posti letto in hospice ma, come sempre, la situazione appare fortemente disomogenea, con Regioni in surplus (Lombardia, Emilia Romagna, Lazio) e Regioni in grave deficit (Piemonte, Toscana, Campania, Sicilia).
A distanza di circa 20 anni dalla legge n. 39/1999, che ha stanziato 206 milioni di euro per la costruzione degli hospice e l’organizzazione delle reti assistenziali, risulta utilizzato dalle Regioni il 94 per cento delle risorse.
Nel triennio dal 2015 al 2017, l’andamento percentuale della durata dei tempi di attesa tra la ricezione della ricetta del medico curante e la presa in carico del paziente in hospice conferma percentuali elevate di ricoveri con tempi di attesa inferiori ai 2 giorni, seguite da quelle dei ricoveri con tempi di attesa da 4 a 7 giorni.
Nel 2017, il numero totale di pazienti assistiti a domicilio ha raggiunto le 40.849 unità. Rispetto all’anno 2014 si registra un aumento del numero totale di pazienti assistiti pari al 32,19% per un totale di 326 mila giornate di cure palliative erogate a domicilio. Nonostante l’incremento rilevante, il numero di giornate di cure palliative erogate a domicilio resta assai distante dallo standard individuato dal DM n. 43 del 2007.
Ad oggi, l’unica informazione significativa sulla terapia del dolore attiene al consumo territoriale di farmaci oppioidi, che ammonta nel 2017 a più di 16 miliardi di dosi, 1,6% in più rispetto al 2016.

Traguardi
I principali traguardi raggiunti in questi anni sono:

- la definizione degli adempimenti regionali per l’accreditamento delle strutture sanitarie di cure palliative (Intesa Stato-Regioni del 15 febbraio 2015);
- il riconoscimento dell’esperienza triennale in cure palliative per i medici non in possesso di specializzazione, ai fini della certificazione professionale (decreto ministeriale del 4 giugno 2015), e l’aggiornamento dei LEA per quanto concerne le cure palliative, descritte nei diversi setting assistenziali (domicilio, hospice, ospedale) in cinque diversi articoli del DPCM 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Criticità
Le criticità evidenziate nel rapporto riguardano lo sviluppo ancora molto disomogeneo delle reti locali di cure palliative e l’adozione di modelli organizzativi e percorsi assistenziali di presa in carico del paziente difformi tra le diverse Regioni; anche l’offerta formativa in cure palliative per gli operatori sanitari è ancora insufficiente e particolarmente critica risulta la situazione delle Reti di cure palliative e terapia del dolore pediatriche.

Consulta il Rapporto per esteso
(data Pubblicazione 31 Gennaio)


lunedì 28 gennaio 2019

I MEDICI SI UNISCONO ALL'APPELLO DEI GIUDICI: "RISCOPRIAMO LA PIETA'"


Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), ha voluto lanciare un messaggio forte al Governo, ai Medici e a tutti i cittadini.

“Oggi è la Giornata della Memoria, nella quale la nostra Repubblica ci invita alla riflessione ‘su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere’. ‘Meditate che questo è accaduto’, ci ammoniva Primo Levi. E potrebbe succedere ancora, se dimentichiamo”, ha detto Anelli.

“Se dimentichiamo la storia; se dimentichiamo di essere umani, nella doppia accezione del termine, che indica insieme la natura di portatori di diritti, di razionalità, di libertà, di sentimenti, e di esseri limitati. Erano uomini i deportati nei campi di concentramento, erano uomini i decisori responsabili dello sterminio; erano uomini tutti coloro che non fecero nulla per impedirlo, perché non ne avevano le possibilità, per indifferenza, per inconsapevolezza, per la ‘banalità del male’", ha proseguito il presidente della Fnomceo
“Noi oggi siamo qui a parlare come uomini, come medici, come custodi di quei diritti che la nostra Costituzione indica come fondamentali, che il nostro Codice di Deontologia e la Legge istitutiva del nostro Servizio Sanitario nazionale tutelano. Diritti che non sono solo dei cittadini italiani. Diritti che sono stati riconosciuti e dichiarati ‘universali’ e ‘umani’ due anni dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz, che oggi siamo qui a ricordare", ha aggiunto.

“Ieri, aprendo l’anno giudiziario, il Procuratore Generale di Torino, Francesco Saluzzo, riferendosi ai migranti, ha affermato che ‘la pietà è morta, almeno quella declinata nel suo senso laico’. Ci uniamo al suo richiamo, a quello a non dimenticare del Presidente della stessa Corte d’Appello, Edoardo Barelli Innocenti, a quello dei 60 giudici dell’Emilia Romagna che hanno sottoscritto un testo che richiama le parole di Don Ciotti, “dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani (...) Il primo grande naufragio è quello delle nostre coscienze”, ha detto ancora Anelli.
“Come medici, come cittadini, come persone dobbiamo riscoprire la pietà: una pietà che non è pietismo, una compassione che, lungi da ogni accezione di superiorità, di paternalismo o persino di disprezzo, significa riconoscere nell’altro la comune natura umana, il comune sentire, i comuni diritti. Una pietà che è fondamento stesso della cura, di quei doveri del medico alla ‘tutela della vita, della salute psico-fisica, al trattamento del dolore e al sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera’, che affondano le loro radici nel diritto a esercitare la professione in autonomia e indipendenza”, ha sottolineato il presidnete della Fnomceo.

“Come Rappresentanti di un Ente sussidiario dello Stato, non possiamo infine esimerci dal rilanciare tale appello al nostro Governo. Le politiche per la sicurezza dei cittadini sono giuste e sacrosante, così come quelle volte a combattere chi lucra sulla disperazione, come scafisti, schiavisti, trafficanti di uomini, e così come necessarie e urgenti sono politiche che, a livello europeo, regolino l’accoglienza ai migranti. Queste politiche, però, non possono non tener conto di quei principi di umanità, di dignità e libertà che riconoscono l’altro come persona. Un Governo che tiene conto di questi principi, lungi dall’essere un Governo debole, è un Governo forte è giusto, in grado di riconoscere in ogni persona, prima ancora che un suo cittadino, un uomo”.

27 Gennaio 2019

mercoledì 23 gennaio 2019

INDICE GENERALE DI MEDICO E BAMBINO 2018

Sul numero di dicembre di Medico e Bambino è stato pubblicato l'indice completo relativo a tutti i contributi pubblicati nel 2018 sia della rivista cartacea che di Medico e Bambino pagine elettroniche.

L'accesso all'indice completo è libero per tutti i lettori, per una facile consultazione e per una visione complessiva dell'annata ricca di contributi e contenuti molto interessanti.

INDICE GENERALE 2018. (accesso libero)
Medico e Bambino 2018;37:669-677
https://www.medicoebambino.com/?id=1810_669.pdf


mercoledì 2 gennaio 2019

I PEDIATRI ITALIANI E LA SICUREZZA DI ASSISTERE I BAMBINI CHE HANNO BISOGNO DI CURE

"Non si può garantire sicurezza alle popolazioni se non se ne rispettano i diritti umani: per essere più sicuro il mondo ha bisogno di equità e di libertà".
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, 17.12.2018

"Una parte non piccola, diciamo la gran parte, di questi bambini e di queste donne li abbiamo incontrati, negli ambulatori, nei servizi di Pronto Soccorso, negli ospedali, nei luoghi di accoglienza e di servizio".

L’INSENSATA VERGOGNA DEL DECRETO SICUREZZA.
G. Tamburlini.
Medico e Bambino 2018;37:619-621 
https://www.medicoebambino.com/?id=1810_619.pdf

IL DECRETO SICUREZZA PRODURRA' INSICUREZZA E E RISCHI PER LA SALUTE
Maurizio Marceca
Pediatra, n 11 Novembre 2018