sabato 30 novembre 2019

Allattare al seno è bello- Il manifesto della SIP e della SIN


“Allattare al seno è un metodo senza pari per fornire ai bambini un nutrimento ideale per crescere e svilupparsi in salute; è inoltre parte integrante del processo riproduttivo, con notevoli implicazioni positive per la salute del neonato e della madre. L’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi compiuti e la tutela dell’allattamento materno, prima e dopo il parto, devono essere un obiettivo prioritario di tutti i neonatologi/pediatri, se si vuole mettere veramente il neonato al centro del futuro.” Il Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) Prof.  Fabio Mosca


sabato 16 novembre 2019

GIONATA MONDIALE DELLA PREMATURITA' 17 NOVEMBRE


















Il 7% del totale dei nati in Italia, circa 32.000 all’anno, sono pretermine, cioè vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale (dati Cedap 2016). Questi bambini rappresentano una grande sfida per la neonatologia e per la società, perché la prematurità è una malattia spesso grave e la sopravvivenza è un successo che non si deve dare per scontato. Sono bambini che nascono immaturi nei vari organi (polmoni, cervello, intestino, cuore), tanto più gravi quanto più il parto avviene in anticipo. Sono fragili ma, allo stesso tempo, sono dei grandi “guerrieri”, come sottolinea la Società Italiana di Neonatologia (SIN) in occasione della Giornata Mondiale della Prematurità, che si celebra il 17 novembre, proprio per sottolineare la necessità di un’assistenza adeguata e il potenziamento dei servizi di follow-up.

venerdì 15 novembre 2019

Sorveglianza Nazionale dell'Antibiotico Resistenza: i dati 2018- Focus sullo Pneumococco

L’antibiotico-resistenza è uno dei principali problemi di sanità pubblica con un forte impatto sia clinico che economico. Negli ultimi decenni ha assunto una rilevanza mondiale tale da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Unione Europea (UE) ad adottare strategie e azioni coordinate atte a contenere il fenomeno. L’Italia da anni è tra i Paesi in Europa con le più alte percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici utilizzate in ambito ospedaliero.  Dal Recente Rapporto: AR- ISS Sorveglianza Nazionale dell'Antibiotico Resistenza: i dati 2018- In Italia le percentuali di resistenza alle principali classi di antibiotici per gli 8 patogeni sotto sorveglianza si mantengono per l'Italia più alte rispetto alla media europea, tuttavia in generale si è osservato un trend in calo rispetto agli anni precedenti. Ci interessa in ambito pediatrico osservare la percentuale della resistenza agli antibiotici dello Streptococco Pneumoniae (SP) che è riportata nel seguente Figura.


Lo SP è il più frequente agente eziologico delle infezioni respiratorie batteriche a livello comunitario, soprattutto nei bambini. 

L’Italia, come la maggior parte dei Paesi europei, ha implementato un programma di vaccinazione sia per i bambini, con vaccini coniugati polivalenti (PCV). La diffusione della resistenza alla penicillina (e ai beta-lattamici in generale) nei ceppi di pneumococco rappresenta un aspetto particolarmente temibile, con ripercussioni sulle terapie (soprattutto della meningite). Inoltre, anche la resistenza ad altre classi di antibiotici è un fenomeno da controllare, soprattutto i macrolidi molto utilizzati anche in maniera inappropriata nella terapia delle infezioni del tratto respiratorio.

Una più elevata copertura vaccinale, una migliore copertura sierotipica e una maggiore efficacia dei vaccini coniugati hanno, probabilmente, avuto un impatto anche sull'epidemiologia dei ceppi di S. pneumoniae non sensibili agli antibiotici. Il monitoraggio a lungo termine della non sensibilità antimicrobica sarà fondamentale per rilevare la comparsa di sierotipi non vaccinali e non sensibili. 


Di fatto al momento quello che abbiamo osservato e che ha implicazioni pratiche nell'uso ragionevole e razionale degli antibiotici in età pediatrica in merito al trattamento delle infezioni che possono avere come principlae agente eziologico lo SP (otite, sinusite, polmonite) può essere così riassunto:

a) In Italia, negli ultimi anni si è osservata una tendenza alla diminuzione nella percentuale di isolati di SP resistenti alla penicillina (dal 5,6% nel 2012 al 2,8% nel 2018) e all’eritromicina (dal 32,2% nel 2012 al 20,3% nel 2018) (Figura).

b) la percentuale di resistenza dello SP ai macrolidi anche se in diminuzione significativa rimane alta (2 ceppi su 10)

c) la resistenza alle penicilline (amoxicilina) di cui si parla per lo SP non è dovuta al meccanisco enzimatico di produzione di Beta-lattamasi e per alcuni ceppi con resistenza intermedia può essere superato con dosi più alte di amoxicillina (75-90 mg/kg/die in 3 somministrazioni)

d) l'uso dell'amoxicillina (senza l'associazione dell'acido clavulanico) rimane di prima scelta (come indicato in tutte le linee guida) per il trattamento delle comuni infezione respiratorie nel bambino da causa verosimilmente batterica, confortati anche da questi dati della sorveglianza sull'antibiotico Resistenza riferita al 2018.


Federico Marchetti
Direttore Medico e Bambino

Aggiornamento Sulla Stipsi. Sul numero di Ottobre di Medico e Bambino

Non è la prima volta che il problema della stipsi viene affrontato in maniera sistematica sulle pagine di Medico e Bambino. Tuttavia, si tratta di un problema così frequente che si sente sempre la necessità di sentirsi rassicurati che quello che sappiamo e che facciamo va ancora bene.

L’articolo si pone l’obiettivo di offrire al pediatra un punto aggiornato e sintetico che lo aiuti (e rassicuri) nell’approccio diagnostico terapeutico al bambino stitico.

Leggi l'articolo per esteso:

M. Bramuzzo
La stipsi nel bambino
Medico e Bambino 2019;38(8):497


sabato 2 novembre 2019

Il tempo dei bambini - Atlante dell'infanzia a rischio 2019

Dalla prefazione del Rapporto Save the Children 


Ci sono due temi tradizionalmente negletti dalla politica e dai media: il primo è la questione ambientale, ovvero le condizioni di salute della nostra casa comune, il secondo è l’infanzia, ovvero le fondamenta stessa della nostra società. un altro aspetto che accomuna questi due argomenti, così importanti e trascurati allo stesso tempo, è la nostra tendenza a declinarli al futuro. 
Gli effetti del riscaldamento globale, si è detto, chiamano in causa il ‘futuro profondo’ del nostro Pianeta, così come gli effetti delle povertà educative ci fanno guardare con preoccupazione al futuro del nostro Paese. Eppure, per quanto pertinente, il richiamo al futuro rischia di far passare in secondo piano l’aspetto decisivo della questione: in entrambi i campi malversazioni e trascuratezza si trascinano da anni provocando già qui e ora, nel tempo presente, devastazioni, povertà, negazione di diritti fondamentali.
Per quanto riguarda l’ambiente, c’è voluta una ragazza tenace e coraggiosa per riportare sulle prime pagine gli allarmi per il riscaldamento globale, e per ricordare ai potenti della Terra che, in questo preciso momento, «c’è gente che soffre. C’è gente che sta morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa» (G.Thunberg, 23 settembre 2019). Come mostra una mappa che potrete leggere più avanti, negli ultimi dieci anni, ovvero da quando abbiamo cominciato a pubblicare questo Atlante, nel mondo circa 260 milioni di persone, più di 4 volte la popolazione dell’Italia, è stata costretta ad abbandonare la propria casa a causa di calamità ambientali, siccità, alluvioni, eccetera. Intanto, rispetto a 40 anni fa, la temperatura è aumentata di un grado e mezzo anche in Italia, gli eventi estremi si vanno intensificando, e nel medio e lungo periodo a farne le spese saranno soprattutto le famiglie più povere, con meno strumenti per resistere ai cambiamenti, e ovviamente i bambini.
Per quanto riguarda l’infanzia in Italia, le mappe e le pagine di quest’ultima edizione dell’Atlante mostrano con abbondanza di dati e di riferimenti puntuali i danni provocati in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti nei servizi per la prima infanzia, nella scuola, nelle politiche sociali, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione: da quando abbiamo cominciato a dare alle stampe l’Atlante, quasi un milione di minori si è aggiunto al bacino della povertà assoluta, più di un milione è entrato a far parte di quello della povertà relativa, sono cresciuti ancora i giovani NEET e i disoccupati, e tutto ciò ha contribuito a un ulteriore crollo della natalità, con una perdita secca di ben 136.000 neonati rispetto al 2008. 
Insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, si sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini del Sud, del Centro e del Nord, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e figli delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro.
In questi anni difficili Save the Children Italia ha cercato di fare la sua parte per rimettere al centro i bambini, restituendogli voce e protagonismo.
Abbiamo promosso la ricerca sulle povertà educative, aperto ventiquattro Punti luce e tredici Spazi Mamme nei quartieri sensibili, rafforzato le scuole ai margini, dato vita al Movimento giovanile SottoSopra, promosso iniziative per la protezione dei minori più vulnerabili. Abbiamo lanciato cinque anni fa la campagna Illuminiamo il Futuro, che anche quest’anno unirà centinaia di realtà attive già da tempo in tutta la penisola in una grande azione di sensibilizzazione e messa in rete delle energie positive dell’Italia che fa e che vuole cambiare. Perché, come insegna la lezione centenaria di Save the Children, il futuro si costruisce adesso, difendendo e promuovendo giorno per giorno il territorio dell’infanzia, l’ambiente e i diritti dei bambini e delle generazioni future.

Valerio Neri
Direttore Generale Save the Children Italia

L’atlante e’ disponibile al seguente link: https://atlante.savethechildren.it/index.html

Gli Editoriali di Medico e Bambino: Il "re è nudo" ma non basta solo saperlo- Ottobre 2019

“IL RE È NUDO”, MA NON BASTA SOLO SAPERLO

Federico Marchetti
Direttore di Medico e Bambino


“Se a un uomo viene offerto un fatto che va contro i suoi istinti, egli lo scrutinerà attentamente, e a meno che l’evidenza sia soverchiante, si rifiuterà di crederci. Se, d’altro canto, gli vie- ne offerto qualcosa che gli dà una ragione per agire in accordo coi suoi istinti, egli l’accetterà anche se sostenuta dalla più piccola evidenza”.  Bertrand Russell (sull’origine dei miti)

L’editoriale riporta la fiaba di Andersen che viene invocata quando bisogna mettere a nudo qualche impostore, o persone incapaci. Solitamente, lo scopo è quello di denunciare una situazione in cui una maggioranza di osservatori sceglie volontariamente di non far parola di un fatto ovvio a tutti, fingendo di non vederlo.

L’editoriale prende spunto da una lettera/documento pubblicata sullo stesso numero di Ottobre (Medico e Bambino 2019;38(8):490 https://www.medicoebambino.com/?id=1908_490.pdf) che riporta una consulenza pseudo- scientifica  da parte di un biologo che, in più di 30 pagine, analizza i risultati genetici di una bambina che aveva un solo difetto: quello di essere uguale a tante altre persone che hanno un po’ di familiarità per malattie autoimmuni. E il finale della consulenza menzioniera (e a cui in tanti possono credere) è che per la bambina “sono fortemente sconsigliate le vaccinazioni”.

Come riportano molto bene Loredana Lepore e Alberto Tommasini nella loro lettera, il vero problema è che ci si potrebbe mettere nella condizione di minimizzare la portata di questi fenomeni, ma di fatto il rischio (che è già una realtà sociale evidente) è che la menzogna, i finti vestiti sfavillanti, rientrano in una informazione che cerca in tutti i modi di assumersi il vanto di essere scientifica e con cui ci si deve quotidianamente confrontare.

Cosa possiamo fare di fronte a queste vicende? Si dice nell’editoriale: “Il “re nudo” ci rimarca quanto sia forte per gli uomini l’attrazione del conformismo, dell’aderire al pensiero comune e quanto tutto questo diventi più forte, più impellente man mano ci si invischia con un pensiero di moda, facendo calcoli per se stessi e perdendo, appunto, la libertà. Quella libertà assoluta che è appunto costitutiva della “bambinità” (Medico e Bambino 2016;35(9):557). Certo, fare una scelta di pensiero puro e di verità può portare a delle difficoltà in più, ma l’onestà e la coerenza non possono essere scambiati con nulla che abbia lo stesso valore”.

Leggi l’editoriale per esteso
F. Marchetti
“Il re è nudo”, ma non basta solo saperlo.
Medico e Bambino 2019;38(8):483-484
https://www.medicoebambino.com/?id=1908_483.pdf

Leggi la lettera
Scienza, fantascienza, vaccinazioni e metodologia della ricerca
L. Lepore, A. Tommasini
Medico e Bambino 2019;38(8):491-492
https://www.medicoebambino.com/index.php?id=1908_490.pdf_c


La Pagina Gialla di Medico e Bambino: le nuove linee guida sulla celiachia - Ottobre 2019


Celiachia: le nuove linee guida 2019 (ESPGHAN)


Le nuove linee guida (documento Settembre 2019) della Società Europea di Gastroenterologia, Epatologia e Nutrizione pediatrica (ESPGHAN), in base alle evidenze accumulate dal 2012 (anno del precedente docu- mento) a oggi, confermano innanzitutto che la diagnosi può essere fatta con sicurezza anche senza procedere alla biopsia duodenale: almeno nei casi in cui gli anticorpi antitransglutaminasi (anti-tTG) di classe IgA risultino positivi in due test distanziati nel tempo e a un titolo superiore di dieci volte alla soglia di normalità. Viene però aggiunta una importante novità: gli anticorpi anti-tTG ad alto titolo sono sufficienti per la diagnosi anche in assenza di sintomatologia conclamata. Evenienza non rara questa se si considerano, ad esempio, le categorie a rischio (familiarità, patologia autoimmune...). 
Non sarà più necessario in questi casi la determinazione degli HLA DQ2/DQ8 (spesa del tutto superflua e ridondante per una conferma diagnostica e da riservare semmai ai casi in cui si vuole escludere con certezza un dubbio diagnostico). Mentre invece viene richiesto al Centro certificatore di documentare, oltre la positività degli anticorpi anti-tTG, quella degli EMA (anticorpi che tra l’altro, se positivi, correlano inequivocabilmente con la presenza degli HLA a rischio). 
Ultima novità rispetto a quanto enunciato nelle linee guida precedenti è il ridimensionamento dell’importanza degli anticorpi antigliadina deaminata: esame che non aggiunge niente agli anti-tTG e da riservare eventualmente in seconda battuta in casi dubbi. 
Mentre per i casi di celiachia potenziale (quelli con sierologia positiva a basso titolo, con o senza sintomi, in cui la biopsia risulta normale) viene raccomandato di riferire il paziente a Centri specialistici per approfondimenti istologici in immunoistochimica (linfociti gamma/delta) e/o in immunofluorescenza (depositi di anti-tTG). Prendete nota se ancora volete un po’ di bene alla celiachia (ESPGHAN guidelines for diagnosing celiac di- sease 2019. JPGN, 2019 in press).

Leggi le notizie della Pagina Gialla per esteso
Medico e Bambino 2019;38(8):487
https://www.medicoebambino.com/?id=1908_487.pdf

martedì 8 ottobre 2019

Latte di mamma: il meglio che c'e' per il neonato

Il latte materno è un alimento “vivo” che varia nell’arco dell’allattamento, della giornata, ma anche della stessa poppata, perfetto per il corpo e la mente del neonato.
In occasione della Settimana mondiale per l’Allattamento Materno, che si celebra dall’1 al 7 ottobre, la SIN ribadisce l’importanza di questa pratica, vivamente consigliata da tutte le Società scientifiche neonatologiche e pediatriche, raccomandata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dall’Unione Europea e dal Ministero della Salute.

Clicca qui per il comunicato stampa completo.

domenica 4 agosto 2019

Speciale Pagine Elettroniche "Le Presentazioni degli Specializzandi"


I 75 (settantacinque) contributi presentati dagli specializzandi di diverse Scuole di Pediatria italiane alle Giornate di Medico e Bambino di questo anno (Roma, 17-18 maggio 2019) hanno costituito la nervatura di tutto il congresso. E, più ancora di sempre, hanno saputo renderlo vivo trasmettendo con grande professionalità l’intensità dell’esperienza, la cultura, l’entusiasmo e la voglia di far bene che solo i giovani sanno trasmettere.  Ci è sembrato quindi irrinunciabile raccogliere le settantacinque presentazioni in un volumetto a sé stante nelle pagine elettroniche di Medico e Bambino per dare ai lettori che non hanno potuto partecipare alle Giornate di Roma la possibilità di scorrere in serrata successione le settantacinque presentazioni e di godere della varietà e della ricchezza delle conoscenze che trasmettono.  Non si tratta di un semplice libretto degli abstract congressuale. Ma piuttosto di un’occasione imperdibile di dare un’occhiata (riflettendoci un po’ sopra) a una fotografia istantanea, viva, della Pediatria di oggi: quella Pediatria che dovremmo sapere e saper agire sempre meglio. Di questo squarcio di realtà del nostro lavoro costituiscono ancor più mirabile sintesi (imperdibile, veramente imperdibile) i contributi dei dieci specializzandi che alla fine del congresso sono stati premiati, oltre che col caloroso e prolungato applauso anche con un abbonamento a una rivista scientifica a loro scelta:
  •     quello di Alessia Arduini (rischi nutrizionali, come lo scorbuto, nei bambini che, come quelli con disturbo del neurosviluppo, praticano una dieta molto selettiva); 
  •     quelli di Eleonora Dei Rossi e di Chiara Udina che, con la presentazione in successione di due casi rari e diversi tra loro, ci hanno sintetizzato i quadri clinici in cui sospettare le interferonopatie, malattie tanto rare quanto gravi, ma suscettibili di terapia e quindi da riconoscere tempestivamente;
  •     quelli di Martina Bevacqua e Giorgia Carlone che, oltre a darci evidenza dell’ampio e differenziato spettro di malattie per le quali può essere utile il trattamento con la rapamicina (dall’iperinsulinismo congenito a diverse sindromi caratterizzate dalla perdita del controllo della proliferazione cellulare), ci danno concreta evidenza delle prospettive terapeutiche che via via si aprono in malattie fino a ora ritenute incurabili grazie alla comprensione dell’alterazione molecolare che ne sta alla base;
  •     quello di Elena Battistuz che richiama l’attenzione sul fatto che dietro a un adolescente fragile si può nascondere la sofferenza di una disforia di genere;
  •     quello di Elisabetta Maria Bellino che, con il suo drammatico video di un neonato con la pertosse, ripropone l’urgenza assoluta di mettere in campo strategie efficaci come la vaccinazione in gravidanza per fermare la crescente epidemia di pertosse acquisita nell’età di massimo rischio per la vita;
  •     quello di Mariangela Caruso che ci dimostra quanto variegata, subdola e misconosciuta può essere la presentazione clinica dell’epilessia e quanto irrinunciabile debba essere l’approccio diagnostico basato sulla video-registrazione degli eventi;
  •     quello di Ester De Luca che col suo caso… inspiegabile... (“mai visto”) pone l’accento sulle difficoltà di riconoscere e soprattutto di dare aiuto ai casi “disfunzionali”: i bambini che abbiamo chiamato affettuosamente “più matti che malati” che costituiscono l’epidemia dei nostri giorni che meno sappiamo affrontare; 
  •     e certamente lo studio di Francesca Posocco che fotografa una delle aberrazioni socio-culturali che capitano addosso anche ai pediatri: quella del bisogno di naturalità che finisce con il rendere dipendenti da qualcosa di non necessario (e spesso industrialmente commercializzato) famiglie che rivendicano la loro libertà e autonomia (come i no-vax, ad esempio) e i loro bambini.

Buona lettura!


Scarica il PDF completo dello speciale.


BRONCOPNEUMOLOGIA
CARDIOLOGIA
DERMATOLOGIA
GASTROENTEROLOGIA ED EPATOLOGIA
IMMUNOLOGIA
INFETTIVOLOGIA
MALATTIE RARE E SINDROMOLOGIA
NEFRO-UROLOGIA
NEONATOLOGIA
NEUROPSICHIATRIA
ONCOLOGIA ED EMATOLOGIA
OTORINOLARINGOIATRIA
PEDIATRIA AMBULATORIALE E PEDIATRIA D'URGENZA
REUMATOLOGIA
TERAPIE E FARMACI

mercoledì 31 luglio 2019

Rapporto Vaccini 2018

La sorveglianza dell'AIFA post marketing in Italia

Il Rapporto Vaccini sintetizza le attività di sorveglianza post-marketing sui vaccini condotte in Italia nell‘anno 2018. Rispetto ai rapporti precedenti, quest’anno è stato possibile utilizzare, per il calcolo dei tassi di segnalazione (rapporto tra il numero di segnalazioni e i dati di esposizione), le dosi effettivamente somministrate a livello nazionale, fornite dal Ministero della Salute e dai Dipartimenti della Prevenzione delle Regioni e delle Provincie Autonome. Ciò ha consentito di calcolare i tassi di segnalazione generale e delle reazioni avverse gravi correlabili per dosi somministrate su scala nazionale.
Complessivamente, su un totale di circa 18 milioni di dosi somministrate in Italia nel 2018 per tutte le tipologie di vaccino, sono state effettuate 31 segnalazioni ogni 100.000 dosi, che corrispondono a circa 12 segnalazioni ogni 100.000 abitanti. La frequenza delle segnalazioni relative a reazioni avverse gravi correlabili è di 3 eventi ogni 100.000 dosi.
Le reazioni correlabili segnalate sono tutte note e quindi, già riportate nelle informazioni sul prodotto dei vaccini autorizzati in Italia. L'andamento crescente del numero delle sospette reazioni avverse è indicativo di una sempre maggiore attenzione alla vaccinovigilanza da parte sia degli operatori sanitari che dei cittadini. Dall’analisi dei dati nazionali, non sono emerse informazioni che possano influenzare il rapporto beneficio-rischio per le varie tipologie di vaccino correntemente utilizzate, confermando quindi la loro sicurezza. Oltre all’analisi approfondita delle sospette reazioni avverse per singola tipologia di vaccino, come ogni anno, è stato dedicato un focus ai vaccini anti-influenzali e alcuni approfondimenti che, in questa edizione, riguardano le vaccinazioni internazionali per i viaggiatori e le vaccinazioni raccomandate in gravidanza.

Consulta il Rapporto Vaccini 2018 in formato PDF.

martedì 23 luglio 2019

Le coperture vaccinali nel 2018: buone nuove

In aumento nei primi sei mesi del 2018 le coperture vaccinali dei bambini in Italia rispetto ai dati al 31 dicembre 2017; in diversi casi è stata raggiunta e superata la soglia minima raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità pari al 95%.
E’ quanto risulta da una rilevazione di medio termine del Ministero della Salute effettuata appositamente per valutare l’impatto della Legge sulle vaccinazioni obbligatorie nelle coorti di bambini nati negli anni 2015, 2014 e 2010. 

95,64% la copertura polio (esavalente) nei bimbi nati nel 2015 al 30 giugno 2018, +0,85% rispetto al periodo di riferimento 31 dicembre 2017. 94,15% prima dose del morbillo, ovvero +2,30%; tra le non obbligatorie 91,98% vaccinazione anti-pneumococcica a fronte del 90,90% e 87,77% anti anti-meningococcica C (82,64%).

95,81% (+0,76%) vaccinazioni anti polio nei bambini del 2014, 94,35% morbillo (+1,975). Bambini 5-6 anni “+3,63% per la quarta dose di anti-polio (88,69% al 31 dicembre 2017 contro il 92,32% al 30 giugno 2018) e un +4,35% per la seconda dose (ciclo completo) di anti-morbillo (85,74% vs 90,09%)”.

I dati riguardano la media nazionale ma persistono differenze tra le regioni. Anti polio dal minimo 89,36% della Provincia d Bolzano al 98,37% del Lazio. Morbillo 82,18% PA Bolzano e 97,51% del Lazio. Maggiori differenze sono state registrate tra le Regioni nella copertura morbillo 2014 e 2010, varicella e vaccinazioni non obbligatorie.


Il comunicato del Ministero della salute
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_20_allegati_iitemAllegati_3_fileAllegati_itemFile_7_file.pdf

Le coperture a 24 Mesi
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_20_allegati_iitemAllegati_0_fileAllegati_itemFile_7_file.pdf

Le coperture a 5-6 anni
http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_20_allegati_iitemAllegati_2_fileAllegati_itemFile_7_file.pdf

domenica 14 luglio 2019

Osservazione nel neonato a rischio di sepsi precoce

L’approccio della Regione Emilia-Romagna

L’approccio al neonato a rischio di infezione batterica precoce è un problema emergente e in continua evoluzione. In passato era basato principalmente sull’esecuzione di test di laboratorio, che sono risultati scarsamente predittivi e causa di ripetuti prelievi di sangue e antibiotico-terapie ingiustificate. Recenti esperienze in Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna suggeriscono come sia utile un approccio meno invasivo, basato essenzialmente sull’osservazione clinica attenta e ripetuta a orari standard di neonati asintomatici a termine o lievemente pretermine, indipendentemente dal loro grado di rischio. Tale approccio è utile a una diagnosi tempestiva, non separa le madri dai loro piccoli e conseguentemente non interferisce con lo sviluppo del nascente microbiota intestinale né con l’allattamento al seno.

Sul numero di Giugno di Medico e Bambino (www.medicoebambino.com) si riportano i presupposti scientifici e le modalità pratiche dell'approccio utilizzato in Emilia-Romagna. Comprende tutti i neonati asintomatici a termine o lievemente pretermine (≥ 34 settimane di gestazione) a rischio di Early Onset Sepsis. Esso prevede una osservazione attenta e ripetuta, senza separazione dei neonati dalle proprie madri.

A. Berardi, C. Spada, M. Ciccia, M Capretti, G. Brusa, F. Sandri, E. Balestri, L. Rocca, L. Gambini, M. Azzalli, V. Rizzo, G. Piccinini, E. Vaccina, L. Lucaccioni.
OSSERVAZIONE NEL NEONATO A RISCHIO DI SEPSI PRECOCE. Medico e Bambino 2019;38:370-376
https://www.medicoebambino.com/?id=1906_370.pdf

giovedì 4 luglio 2019

Neonati prematuri, nasce INNSIN il nuovo network con i dati di tutti i punti nascita italiani

Un unico database gestito dalla Società Italiana di Neonatologia (SIN) creato per raccogliere i dati di outcome dei neonati pretermine

La nascita di un bambino prematuro può essere gravata da molteplici problematiche e conoscerne i rischi e gli esiti, fotografando quanto succede nella realtà delle varie strutture ospedaliere dislocate in tutte le Regioni del nostro Paese, è un elemento fondamentale per garantirne una migliore assistenza. La Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha pertanto sviluppato ed ora lancia INNSIN, il nuovo Network Neonatale rivolto alle circa 240 strutture ospedaliere italiane che dispongono oggi di un reparto di patologia neonatale e/o di terapia intensiva dove vengono assistiti i neonati pretermine.

“I nati pretermine, cioè quelli che vengono al mondo prima della 37a settimana di età gestazionale, necessitano di un’assistenza mirata ed un mix di cure sempre più avanzate”, afferma il Presidente della SIN Fabio Mosca. “L’entità dei problemi da affrontare varia soprattutto in base al loro livello di prematurità, alle eventuali patologie e allo stato complessivo di salute. La riuscita del nostro intervento sarà più appropriata ed efficace partendo da dati e informazioni su casi già affrontati. L’INNSIN ci consentirà di migliorare ulteriormente il nostro intervento assistenziale ed organizzativo”.

L’INNSIN è costruito su una innovativa piattaforma web-based, agile ed immediata, che consentirà ad ogni reparto di Patologia Neonatale e Terapia Intensiva Neonatale di avere a disposizione, in tempo reale, i dati relativi a tutti i nati pretermine assistiti nel proprio Centro e nello stesso tempo di poter confrontare le proprie casistiche con i Centri italiani e, per quelli iscritti, con circa 1200 centri aderenti al Vermont Oxford Network (VON), con un singolo inserimento di dati.
In questo modo si avrà a disposizione uno strumento che permetterà di implementare anche la ricerca scientifica, valutare gli effetti delle procedure assistenziali, identificare specifiche aree di criticità e promuovere interventi mirati per il miglioramento delle cure dei piccoli prematuri e collaborare con altri network nazionali di interesse perinatale.
Il lancio dell’INNSIN si inserisce in un piano più articolato di raccolta di dati clinici, epidemiologici ed organizzativi che la SIN sta promuovendo con la prossima istituzione di un Network dedicato al Follow-up per raccogliere, per questi neonati, informazioni neuroevolutive, auxologiche e respiratorie nei primi anni di vita e la raccolta di dati epidemiologici in ambiti specifici e talora particolarmente delicati, come quelli sulle infezioni neonatali.

“La raccolta dei dati - continua Mosca - contribuirà, quindi, anche a migliorare il Follow-up e l’assistenza dopo la dimissione, per proseguire le cure nel modo più adeguato possibile ed effettuare la diagnosi precoce dei disturbi neurologici e sensoriali, per un inizio tempestivo del supporto riabilitativo e abilitativo, se necessario.”

Avendo a disposizione dati aggiornati, condivisi a livello nazionale ed internazionale, la SIN potrà inoltre rapportarsi in modo sempre più attivo con le Istituzioni Sanitarie regionali e nazionali, poiché la presentazione di nuove modalità organizzative delle cure neonatali, basate su requisiti di qualità ed efficienza, richiede una capillare raccolta ed approfondita analisi dei dati epidemiologici ed organizzativi della Rete Neonatologica Italiana.

UFFICIO STAMPA SIN Società Italiana di Neonatologia

sabato 15 giugno 2019

La magica bacchetta di…Nati per leggere


Immaginate che esista una cosa che quando un bambino la tocca, la guarda o la sente (sì, perché anche questo si può fare con questa cosa) si accendono nel suo cervello tante lampadine, e alla luce di queste escono dai minibus che corrono tra un neurone e l’altro tanti piccoli operai che montano impalcature, portano mattoni e tubi e fili e costruiscono, e connettono, e montano meccanismi che poi funzioneranno per sempre: competenze di comprensione, di espressione, di relazione…
Immaginate che esista una cosa che un papà, una mamma, un nonno può usare per tenere il bambino sulle ginocchia o accanto a sé, e comprendere quello che il bambino capisce, cosa gli passa per la mente, cosa ricorda, cosa si può fare con lui, quali nuove parole può apprendere, e meravigliarsi, e sentirsi quindi bene, nel posto giusto, a fare una cosa utile e piacevole, una cosa che il bambino ricorderà per sempre….
Immaginate qualcosa che un pediatra può dire e far vedere, e sentire che il genitore si fa attento, di un’attenzione diversa, meno preoccupata e più sorpresa, e scoprire una dimensione nuova del proprio lavoro, mai eguale, mai banale, ma così preventiva, così curativa, così abilitativa che mai si era visto prima…
Immaginate, aprite gli occhi, e vedete un libro, tanti libri, e tanti bambini, e tanti genitori che magari non sono tutti nati per leggere ma che certo crescono leggendo.
Buon ventesimo compleanno, Nati per leggere!

NATI PER LEGGERE COMPIE 20 ANNI. 
G. Tamburlini.
Medico e Bambino 2019;38:279-280
https://www.medicoebambino.com/?id=1905_279.pdf

lunedì 15 aprile 2019

La reidratazione per via endovenosa: più problemi che “soluzioni”...?

A volte sembra un riflesso condizionato, quello di “mettere in flebo” il paziente di cui si è deciso il ricovero, senza chiedersi più che tanto se e quanto ve ne sia realmente bisogno. Spesso, infatti, la “flebo” è vista (anche dai genitori) come un primo intervento terapeutico che dà inizio al percorso che porterà alla guarigione, e rappresenta un segnale tangibile che si sta già “facendo qualcosa”. Qualcosa di simile si verifica con il paziente che esce dalla Sala operatoria, che ben difficilmente sfugge all’infusione, nella più o meno espressa convinzione che vi siano chissà quali carenze da compensare o prevenire, anche in pazienti che riprenderanno ad alimentarsi quasi immediatamente. Ancora più disturbante è che spesso queste infusioni, già iniziate con motivazioni deboli, vengono poi a prolungarsi con motivazioni ancora più deboli (“ha mangiato poco”, “ha ancora mal di pancia”, “per tenere la vena”, o anche solo “adesso non ho tempo” ecc).
Ma cosa c’è in queste soluzioni, complessivamente definite “di mantenimento” (con ciò intendendo che si dovrebbero limitare a mantenere lo status quo, senza aggiungere né togliere nulla alla omeostasi del paziente)?

La risposta di Massimo Fontana nell'editoriale sul numero di Marzo di Medico e Bambino ci dice che da oltre 60 anni stiamo quindi infondendo soluzioni ipotoniche. Questa pratica ha però iniziato a essere messa in discussione quando, a partire dagli anni ’90, sono comparse diverse segnalazioni di casi di iponatremia, spesso sintomatica e talora con lesioni neurologiche da edema cerebrale.
Nell'editoriale Vengono discusse le ragioni dell'uso irrazionale delle soluzioni ipotoniche e di cosa fare nella pratica (quali soluzioni usare) nei casi in cui si debba ricorrere alla reidratazione endovena

L'editoriale conclude con un richiamo ad una profonda riflessione rivolta ad un facile cambiamento: "È ovvio che una vera implementazione nella routine quotidiana di tutti i reparti di Pediatria e nei Pronto Soccorso pediatrici richiederà tempo e pazienza, verosimilmente con una fase in cui l’applicazione sarà “a pelle di leopardo”. Ma è arrivato il tempo per farlo anche alla luce della disponibilità in commercio delle soluzioni appena citate. In ogni caso sarebbe importante che le soluzioni ipotoniche non siano più un automatismo ma che vengano quanto meno guardate con sospetto (sapendo che possono essere pericolose) e che l’uso eventuale sia frutto di una scelta esplicita, ma che di fatto è irragionevole".

LA REIDRATAZIONE PER VIA ENDOVENOSA: PIU' PROBLEMI CHE “SOLUZIONI”...? .
M. Fontana .
Medico e Bambino 2019;38:142-144
https://www.medicoebambino.com/?id=1903_142.pdf

domenica 24 marzo 2019

Il Papa nel discorso ai pediatri ricorda le parole del Prof Panizon: “non appoggiare mai la testa su un cuscino finché non avrai fatto tutto il possibile per i bambini "

In un tempo di diseguaglianze nelle cure, siate “promotori” di una sanità solidale e inclusiva. Verso i piccoli pazienti serve una “dedizione incondizionata”, con quel sorriso necessario per dare coraggio e fiducia. È la strada che Papa Francesco indica alla Federazione Italiana Medici Pediatrici, nel discorso consegnato. All’organizzazione sindacale, che sostiene e tutela più di 5mila e 550 pediatri, con un’esperienza di quarant’anni e accreditata anche come “società scientifica” per il suo impegno nella formazione e nella ricerca, il Papa ricorda che vivendo il proprio lavoro con lo stile di “una vera e propria missione”, si dà una testimonianza cristiana.

Promuovere cultura più capace di tutelare salute dei bambini
La Federazione si è distinta per il contributo dato alla nascita del Servizio Sanitario Nazionale e ha realizzato “innumerevoli iniziative” per il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini, mantenendo in modo “apartitico” un confronto con le parti. La fascia di cui si occupa è infatti quella “più evolutiva” della vita umana ed esige una conoscenza globale del corpo umano. Serve quindi anche un costante aggiornamento: a questo e anche a “promuovere una cultura più capace di tutelare la salute”, in particolare dei più piccoli, mirano le iniziative messe in campo, come incontri e dibattitti.

No a diseguaglianze nelle cure e attenzione a stili di vita
“Nel nostro tempo dove le tante comodità e gli sviluppi tecnologici e sociali si pagano con un impatto sempre più invasivo sulle dinamiche naturali del corpo umano”, il Papa sottolinea quindi - sempre nel discorso consegnato - come diventi “urgente” attuare un serio programma di educazione alla salute e a stili di vita rispettosi dell’organismo, così che il progresso non vada a scapito della persona.
Possiate sempre operare con serietà e dedizione facendovi promotori di una cultura e di una sanità solidali ed inclusive. Nel nostro tempo, infatti, sempre più spesso la prevenzione e le cure diventano appannaggio di chi gode di un certo tenore di vita, e quindi se lo può permettere. Vi incoraggio ad adoperarvi perché questa diseguaglianza non venga a sommarsi alle tante che già affliggono i più deboli, ma il sistema sanitario assicuri a tutti assistenza e prevenzione, come diritti della persona.

Offrire il sorriso ai bambini
Capacità di ascoltare, comprendere e ispirare fiducia. In una parola l’attenzione alla persona è caratteristica essenziale insieme alla competenza scientifica. Ai genitori che affidano ciò che hanno di più caro, bisogna quindi offrire anche sicurezza dal punto di vista umano. Ai bambini, che con “antenne potenti” sanno captare al volo “se siamo ben disposti o se invece siamo distratti, perché magari vorremmo avere già finito il turno” o “trovare un paziente che strilla di meno”, bisogna offrire il sorriso, a cui nonostante le preoccupazioni “siete anche allenati”, nota il Papa. Il sorriso è infatti “necessario per dare coraggio e aprirsi un varco di fiducia nei più piccoli; e anche le medicine, così, sono più efficaci”.

Gesù e i bambini
Il modello è Gesù “sorgente di vicinanza e di tenerezza”:
Nel trattare con i bimbi, teniamo sempre a mente proprio le parole di Gesù che, in un mondo nel quale erano poco considerati, li indica come modello di chi entra a far parte del Regno di Dio, perché ne comprende i segreti. Ricordiamo anche il suo atteggiamento singolarmente attrattivo verso di loro: sebbene non li chiamasse a sé con inviti o con regali, li richiamava con la forza e la serenità che scaturivano dalla sua persona, così che i bambini andavano a Lui ed Egli li accoglieva.

Panizon: guardare più in là
Si tratta di avere quella “dedizione incondizionata” di cui parlava il dottor Franco Panizon, considerato un padre della pediatria italiana per aver promosso la creazione del Day hospital pediatrico e l'apertura dei reparti di pediatria alle famiglie. 
Bergoglio ha fatto proprie le parole del dottor Franco Panizon, «vostro collega e maestro» che parlava di dedizione incondizionata: «Mai accada di posare il capo sul cuscino, se prima non avrete fatto tutto quello che è in vostro potere per loro!», diceva. Il luminare triestino esortava infatti i colleghi «ad avere una parte, piccola ma importantissima, nello scrivere la cultura e quindi la storia del nostro tempo» e perciò invitava a «guardare “più in là”, cioè oltre la malattia e le contingenze, oltre il momento presente, oltre la propria persona o la propria fatica». «Non pensare solo all’oggi del tuo paziente, ma pensa anche al suo domani», ripeteva spesso, «non pensare solo ai tuoi pazienti, ma pensa anche a tutti i pazienti; non pensare solo ai presenti, ma pensa anche ai lontani e ai futuri». 

Una missione che diventa testimonianza
Vissuta “con questo afflato”, questa professione diventa “una vera e propria missione”, che coinvolge mente e cuore e ben più a fondo delle ore in cui si è al lavoro.
Con questo stile, voi date testimonianza cristiana, perché cercate di praticare i valori evangelici e il vostro senso di appartenenza alla Chiesa; ma anche per l’ampiezza del vostro sguardo, per la capacità di immaginare il contesto sociale e il sistema sanitario più giusti per il futuro, e per il desiderio di porvi a servizio, con umiltà e competenza, di ogni persona che vi è affidata.

giovedì 21 marzo 2019

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE E USO DI FARMACI OFF-LABEL

Le cure palliative (CP) mirano a garantire il controllo dei sintomi e la miglior qualità di vita possibile per i pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più ai trattamenti specifici. L’AIFA e la Società Italiana di CP, nell’ambito del Tavolo di lavoro dedicato, hanno redatto due documenti che raccolgono le evidenze scientifiche disponibili a supporto dell’impiego off-label dei medicinali più frequentemente utilizzati nell’ambito delle CP, sia nella popolazione pediatrica che in quella adulta. L’obiettivo è stato quello di rendere disponibile (ai sensi della Legge 648/96) l’utilizzo di 10 farmaci di uso consolidato in età pediatrica, in assenza di dati derivanti da studi clinici registrativi. Si tratta di un indubbio progresso, sia nel metodo di lavoro che nelle possibilità di utilizzo di tali farmaci nella pratica clinica, che riguarda diversi ambiti assistenziali, da quello ospedaliero a quello domiciliare

CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE E USO DI FARMACI OFF-LABEL
L. De Zen, F. Marchetti, E. Barbi, F. Benini. 
Medico e Bambino 2019;38:97-102 https://www.medicoebambino.com/?id=1902_97.pdf
(ad accesso libero)

domenica 10 marzo 2019

Le Giornate di Medico e Bambino 2019

Le Giornate di Medico e Bambino viaggiano per l’Italia, e quest anno approdano a Roma, fatto che già basterebbe da solo a farne una edizione speciale. L'entusiasmo e la passione, la voglia di affrontare in concreto i problemi della pediatria viva e il loro continuo mutare sono quelli di sempre. Ravvivati quest anno dalla bravura, dalla professionalità e dal supporto di idee di chi ci ospita: il professor Alberto Villani, presidente della Società Italiana di Pediatria e i Pediatri del Lazio, che non smettono mai di darci dimostrazione della loro amicizia e della loro voglia di far bene.
Il programma vede coinvolti sia esperti di grande livello che, come di consueto, giovani in formazione specialistica.
Le caratteristiche portanti delle Giornate sono sempre le stesse: un taglio rapido ed essenziale, con presentazioni concise e largo spazio alla discussione. Sia che si tratti di affrontare problemi correnti, sia che si tratti di dibattere di temi complessi che danno spazio al confronto e alla integrazione di culture e professionalità diverse.
Le presentazioni “giovani” e dei pediatri di famiglia ci porteranno poi a discutere su casi concreti: vere e proprie testimonianze della pediatria dei nostri giorni.

Scarica il programma.
Iscriviti al congresso.


lunedì 4 febbraio 2019

La Pediatria sulla Grande Stampa 2018


La letteratura pediatrica, specie quella autorevole, quella sulla “grande stampa”, continua a lanciare messaggi forti che richiamano l’attenzione sul problema degli adolescenti e della loro difficoltà di stare al mondo e del continuo aumento del disagio psico-sociale nel bambino più in generale. Se ne parla sempre di più (e questo è un bene e ci motiva a farcene carico, a considerare tutto questo parte importante e inderogabile del nostro mestiere, a condividere problemi e ricerca delle soluzioni), ma in concreto si agisce poco. E l’adolescente rimane ancora abbandonato a vagare inascoltato e abbandonato in una terra di nessuno: tra una Pediatria che non si getta ancora nella mischia con la buona volontà (l’onestà?) e la consapevolezza che il suo ruolo comporta e la Medicina dell’adulto che ignora: ignora tutto, sul piano scientifico, sul piano assistenziale, sul piano della solidarietà e su quello delle priorità di investimenti. La Pediatria, certo, continua a essere anche il teatro di grandi innovazioni, scoperte, progressi che fanno bene a tutta la Medicina: avanzamenti della ricerca e delle conoscenze sulle basi molecolari delle malattie che anche quest’anno hanno trovato una traduzione inaspettata quanto entusiasmante sul piano delle terapie. Ma poi, nel lavoro di ogni giorno, c’è ancora la pratica delle piccole-grandi cose, dei piccoli grandi casi (spesso indimenticabili). Di cui anche la “grande stampa” non può fare a meno e della cui varietà e peculiarità non ho potuto rinunciare a dare qualche esempio anche sullo speciale di quest’anno. Buona lettura, se ne avete voglia. Con leggerezza, mi raccomando.

a cura di Alessandro Ventura
Professore Emerito di Pediatria, Università di Trieste

Leggi il numero speciale per intero.

venerdì 1 febbraio 2019

Medico e Bambino - Gennaio 2019




Cure palliative e terapia del dolore: rapporto al Parlamento sui dati 2015-2017


Il Ministro ha inviato al Parlamento il Rapporto sullo stato di attuazione della legge n. 38 del 15 marzo 2010 “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” – 2015-2017. A otto anni dalla pubblicazione della legge 38/2010, il Rapporto descrive lo stato di attuazione della legge, i traguardi raggiunti e le criticità ancora presenti.

Il quadro che ne scaturisce è caratterizzato da luci e ombre: difatti, di fronte ad un miglioramento della qualità e dell’offerta assistenziale per le cure palliative in regime residenziale e domiciliare e allo sviluppo delle reti regionali e locali di cure palliative e di terapia del dolore, persistono forti disomogeneità regionali sulle caratteristiche e sulla tipologia dell’assistenza offerta nei vari setting assistenziali.

In cifre
Nel triennio dal 2015 al 2017, il numero di hospice sul territorio nazionale ha raggiunto il totale di 240 strutture (erano 231 nel 2014) mentre il numero dei posti letto risulta di 2.777 (226 posti letto in più rispetto al 2014).
A livello nazionale, nell’anno 2017, risulta una carenza di 244 posti letto in hospice ma, come sempre, la situazione appare fortemente disomogenea, con Regioni in surplus (Lombardia, Emilia Romagna, Lazio) e Regioni in grave deficit (Piemonte, Toscana, Campania, Sicilia).
A distanza di circa 20 anni dalla legge n. 39/1999, che ha stanziato 206 milioni di euro per la costruzione degli hospice e l’organizzazione delle reti assistenziali, risulta utilizzato dalle Regioni il 94 per cento delle risorse.
Nel triennio dal 2015 al 2017, l’andamento percentuale della durata dei tempi di attesa tra la ricezione della ricetta del medico curante e la presa in carico del paziente in hospice conferma percentuali elevate di ricoveri con tempi di attesa inferiori ai 2 giorni, seguite da quelle dei ricoveri con tempi di attesa da 4 a 7 giorni.
Nel 2017, il numero totale di pazienti assistiti a domicilio ha raggiunto le 40.849 unità. Rispetto all’anno 2014 si registra un aumento del numero totale di pazienti assistiti pari al 32,19% per un totale di 326 mila giornate di cure palliative erogate a domicilio. Nonostante l’incremento rilevante, il numero di giornate di cure palliative erogate a domicilio resta assai distante dallo standard individuato dal DM n. 43 del 2007.
Ad oggi, l’unica informazione significativa sulla terapia del dolore attiene al consumo territoriale di farmaci oppioidi, che ammonta nel 2017 a più di 16 miliardi di dosi, 1,6% in più rispetto al 2016.

Traguardi
I principali traguardi raggiunti in questi anni sono:

- la definizione degli adempimenti regionali per l’accreditamento delle strutture sanitarie di cure palliative (Intesa Stato-Regioni del 15 febbraio 2015);
- il riconoscimento dell’esperienza triennale in cure palliative per i medici non in possesso di specializzazione, ai fini della certificazione professionale (decreto ministeriale del 4 giugno 2015), e l’aggiornamento dei LEA per quanto concerne le cure palliative, descritte nei diversi setting assistenziali (domicilio, hospice, ospedale) in cinque diversi articoli del DPCM 12 gennaio 2017 di aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Criticità
Le criticità evidenziate nel rapporto riguardano lo sviluppo ancora molto disomogeneo delle reti locali di cure palliative e l’adozione di modelli organizzativi e percorsi assistenziali di presa in carico del paziente difformi tra le diverse Regioni; anche l’offerta formativa in cure palliative per gli operatori sanitari è ancora insufficiente e particolarmente critica risulta la situazione delle Reti di cure palliative e terapia del dolore pediatriche.

Consulta il Rapporto per esteso
(data Pubblicazione 31 Gennaio)


lunedì 28 gennaio 2019

I MEDICI SI UNISCONO ALL'APPELLO DEI GIUDICI: "RISCOPRIAMO LA PIETA'"


Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), ha voluto lanciare un messaggio forte al Governo, ai Medici e a tutti i cittadini.

“Oggi è la Giornata della Memoria, nella quale la nostra Repubblica ci invita alla riflessione ‘su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere’. ‘Meditate che questo è accaduto’, ci ammoniva Primo Levi. E potrebbe succedere ancora, se dimentichiamo”, ha detto Anelli.

“Se dimentichiamo la storia; se dimentichiamo di essere umani, nella doppia accezione del termine, che indica insieme la natura di portatori di diritti, di razionalità, di libertà, di sentimenti, e di esseri limitati. Erano uomini i deportati nei campi di concentramento, erano uomini i decisori responsabili dello sterminio; erano uomini tutti coloro che non fecero nulla per impedirlo, perché non ne avevano le possibilità, per indifferenza, per inconsapevolezza, per la ‘banalità del male’", ha proseguito il presidente della Fnomceo
“Noi oggi siamo qui a parlare come uomini, come medici, come custodi di quei diritti che la nostra Costituzione indica come fondamentali, che il nostro Codice di Deontologia e la Legge istitutiva del nostro Servizio Sanitario nazionale tutelano. Diritti che non sono solo dei cittadini italiani. Diritti che sono stati riconosciuti e dichiarati ‘universali’ e ‘umani’ due anni dopo l’apertura dei cancelli di Auschwitz, che oggi siamo qui a ricordare", ha aggiunto.

“Ieri, aprendo l’anno giudiziario, il Procuratore Generale di Torino, Francesco Saluzzo, riferendosi ai migranti, ha affermato che ‘la pietà è morta, almeno quella declinata nel suo senso laico’. Ci uniamo al suo richiamo, a quello a non dimenticare del Presidente della stessa Corte d’Appello, Edoardo Barelli Innocenti, a quello dei 60 giudici dell’Emilia Romagna che hanno sottoscritto un testo che richiama le parole di Don Ciotti, “dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani (...) Il primo grande naufragio è quello delle nostre coscienze”, ha detto ancora Anelli.
“Come medici, come cittadini, come persone dobbiamo riscoprire la pietà: una pietà che non è pietismo, una compassione che, lungi da ogni accezione di superiorità, di paternalismo o persino di disprezzo, significa riconoscere nell’altro la comune natura umana, il comune sentire, i comuni diritti. Una pietà che è fondamento stesso della cura, di quei doveri del medico alla ‘tutela della vita, della salute psico-fisica, al trattamento del dolore e al sollievo della sofferenza, nel rispetto della libertà e della dignità della persona, senza discriminazione alcuna, quali che siano le condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera’, che affondano le loro radici nel diritto a esercitare la professione in autonomia e indipendenza”, ha sottolineato il presidnete della Fnomceo.

“Come Rappresentanti di un Ente sussidiario dello Stato, non possiamo infine esimerci dal rilanciare tale appello al nostro Governo. Le politiche per la sicurezza dei cittadini sono giuste e sacrosante, così come quelle volte a combattere chi lucra sulla disperazione, come scafisti, schiavisti, trafficanti di uomini, e così come necessarie e urgenti sono politiche che, a livello europeo, regolino l’accoglienza ai migranti. Queste politiche, però, non possono non tener conto di quei principi di umanità, di dignità e libertà che riconoscono l’altro come persona. Un Governo che tiene conto di questi principi, lungi dall’essere un Governo debole, è un Governo forte è giusto, in grado di riconoscere in ogni persona, prima ancora che un suo cittadino, un uomo”.

27 Gennaio 2019

mercoledì 23 gennaio 2019

INDICE GENERALE DI MEDICO E BAMBINO 2018

Sul numero di dicembre di Medico e Bambino è stato pubblicato l'indice completo relativo a tutti i contributi pubblicati nel 2018 sia della rivista cartacea che di Medico e Bambino pagine elettroniche.

L'accesso all'indice completo è libero per tutti i lettori, per una facile consultazione e per una visione complessiva dell'annata ricca di contributi e contenuti molto interessanti.

INDICE GENERALE 2018. (accesso libero)
Medico e Bambino 2018;37:669-677
https://www.medicoebambino.com/?id=1810_669.pdf


mercoledì 2 gennaio 2019

I PEDIATRI ITALIANI E LA SICUREZZA DI ASSISTERE I BAMBINI CHE HANNO BISOGNO DI CURE

"Non si può garantire sicurezza alle popolazioni se non se ne rispettano i diritti umani: per essere più sicuro il mondo ha bisogno di equità e di libertà".
Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica, 17.12.2018

"Una parte non piccola, diciamo la gran parte, di questi bambini e di queste donne li abbiamo incontrati, negli ambulatori, nei servizi di Pronto Soccorso, negli ospedali, nei luoghi di accoglienza e di servizio".

L’INSENSATA VERGOGNA DEL DECRETO SICUREZZA.
G. Tamburlini.
Medico e Bambino 2018;37:619-621 
https://www.medicoebambino.com/?id=1810_619.pdf

IL DECRETO SICUREZZA PRODURRA' INSICUREZZA E E RISCHI PER LA SALUTE
Maurizio Marceca
Pediatra, n 11 Novembre 2018