giovedì 4 novembre 2010

Lo sviluppo del gusto nel bambino


Un articolo di grande interesse pubblicato sul numero di Ottobre di Medico e Bambino riguarda lo sviluppo del gusto nel bambino.

Molto spesso ci chiediamo perchè un bambino e poi un adulto hanno preferenza per alcuni cibi rifiutandone altri. La risposta sino a questo momento era basata più su congetture, ipotesi di abitudini viziate, di "fissazioni", di colpevolizzazioni.
L'articolo di Luigi Greco e Gabriella Morini ci apre strade nuove, in primo luogo conoscitive, ma anche pratiche, per le interpretazioni che possono essere fornite ai genitori e per i consigli che riguardano in particolare il periodo dello svezzamento. Rafforzano l'idea che lo svezzamento è un momento di fronte al quale qualsiasi rigidità, qualsiasi schema preconfezionato può essere non solo poco utile ma anche controproducente. E questo per diversi motivi e tra questi "l'apprendimento" del gusto, che ha indubbie basi genetiche, come ci ricorda Paolo Gasparini, dell'IRCCS Burlo Garofolo di Trieste nel suo editoriale che accompagna l'articolo, ma che può essere in parte modificato.

Come per tutto, il gusto, la scelta di un alimento piuttosto che di un altro, è legato per la metà circa alla genetica, per l’altra metà all’ambiente: nel caso particolare, all’abitudine, e specialmente alle abitudini precoci, gestazione, allattamento, svezzamento. Si tratta di un primo approccio, insieme scientifico e antropologico, alla scienza dell’alimentazione applicata al bambino.

Questi i messaggi chiave che si possono ricavare dalla lettura del lavoro:

  1. I gusti sono 5: dolce, salato, amaro, acido e umami. Quest’ultimo è un gusto particolare, individuato di recente, associato al L-glutammato.
  2. Ciascuno di questi gusti ha una sua spiegazione funzionale, ed è stato elaborato dall’evoluzione in funzione di precisi benefici per l’individuo e per la specie.
  3. Il sistema sensoriale è comune per i diversi gusti e si basa su recettori specifici, presenti in tutte le cellule gustative.
  4. La tendenza del gusto è diversa nei bambini (più semplice, orientata soprattutto al dolce e ai grassi) che negli adulti (che accettano di più le sfumature amare e che mostrano di avere gusti meno definiti). Queste differenze sono dovute all’apprendimento.
  5. Il lattante preferisce gli alimenti che già ha gustato attraverso il liquido amniotico e poi attraverso il latte materno; l’assunzione delle pappe vegetali è più facile nei bambini allattati al seno che in quelli allattati al poppatoio.
  6. Una forzatura della neofobia (il rifiuto del nuovo, cioè delle prime pappe) produce un rifiuto stabile. Ogni nuovo alimento deve essere fornito con pazienza, a piccole quantità per volta, in 7-8 occasioni, e condiviso in parte con la mamma che, assaggiando il cibo, rassicura il bambino.

Cosa può consigliare il pediatra, cosa possono fare i genitori?
Dicono Greco e Morini:
esposizione, specie nelle epoche precocissime prenatali, durante l’allattamento al seno, ma in particolare allo svezzamento. Ad esempio, il fattore predittivo più forte del consumo di frutta e vegetali da parte del bambino è il consumo di frutta e vegetali dei suoi genitori e dei suoi fratelli. Tradizionalmente la mamma assaggia un poco di pappa del bambino per incoraggiarlo Questo rafforza l’accettazione dell’alimento;
gratificazione: l’offerta ripetuta del cibo che è stato accettato rafforza le successive scelte dello stesso cibo. Al contrario, se si gratifica con “un cibo più buono” l’accettazione di un determinato alimento, questa gratificazione tende a screditare la scelta dell’alimento per cui si è dato il premio. Non bisogna distrarre il bambino con gratificazioni o distrazioni non alimentari: hanno un effetto contrario a quello desiderato.

Per approfondire:

Greco L, Morini G. Lo sviluppo del gusto nel bambino. Medico e Bambino 2010;29:509-513

Gasparini P. Sviluppo del gusto nel bambino: tra genetica e ambiente. Medico e Bambino 2010;29:483-484

Articoli correlati sullo svezzamento:

Piermarini L. Alimentazione complementare a richiesta: oltre lo svezzamento. Medico e Bambino 2006;25:439-422

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